Stop alle maggiorate, le italiane si rifanno il seno alla Belen!

Luciano Perrone: il seno sexy è proporzionato ma non “plasticoso”. Tramonta il mito di Pamela Anderson per cedere il passo alla Mastoplastica Argentina”.

È tramontato il mito di Pamela Anderson, l’attrice americana diventata famosa per il suo fisico prorompente costruito tanto allenamento ma, soprattutto, dall’abile supporto del chirurgo platico. Ora, a farla da padrone, è la bellezza e la femminilità delle donne sudamericane che hanno letteralmente conquistato il mondo, Italia compresa. Donne come Belen Rodriguez e Jennifer Lopez, dal corpo sinuoso e pieno di curve ma allo stesso tempo armonioso, naturale, senza esagerazioni ed estremamente sexy.

Questo ideale di bellezza – spiega il Dr. Luciano Perrone, medico specialista in medicina e chirurgia estetica e creatore di Dr. Perón, l’originale mastoplastica argentina, il segreto delle donne più sexy del mondo nasce proprio dalle proporzioni armoniche di tutte le curve del corpo. A partire dalle proporzioni del seno. Le celebrità appena citate, infatti, hanno in comune un décolleté pieno, sodo e sexy, mai finto, volgare o “plasticoso”. Il loro seno è diverso, non standardizzato e si adatta perfettamente al corpo di ognuna”.

Queste donne sono forse nate con il gene del seno perfetto nei filamenti di DNA? Assolutamente no! Tanta perfezione – rivela Perrone – in realtà, anche nel loro caso, è frutto di una precisa e attenta pianificazione e studio del décolletéin relazione alle caratteristiche del corpo di ognuna. Insomma, anche i loro sono seni ‘ritoccati’, venendo incontro agli attuali canoni estetici.

L’ideale estetico, però, non sempre è un criterio assoluto, immutabile, universale. La bellezza, difatti, è un “concetto relativo”, legato non solo ai gusti personali ma anche alla cultura e alla società delle varie epoche. Prendiamo ad esempio la costituzione fisica ideale della donna. Formosa o esile, il concetto di “silhouette perfetta” ha sempre assunto un connotato socioculturale, connesso al benessere economico o alla povertà. Durante alcuni periodi storici, le forme morbide e abbondanti sono state considerate un evidente simbolo di bellezza e salute perché associate alla ricchezza visto che solo le donne benestanti potevano permettersi il lusso di non lavorare ma, soprattutto, di mangiare in abbondanza. In altri periodi, invece, sono stati i corpi androgini a incarnare il concetto di fascino e di uno status “privilegiato”, rispecchiando la possibilità di uno stile di vita, tra fitness, alimentazione attenta ed emancipazione, di calibro elevato.

La bellezza della donna, dunque, complice l’immaginario maschile, si è misurata continuamente con standard diversissimi. Senza andare troppo indietro nel tempo, il “gentil sesso” si è dovuto confrontare con il fascino delle Pin Up e delle maggiorate, i sex symbol dell’immediato Dopoguerra, simbolo di nuova prosperità, passando, poco dopo, per l’irraggiungibile “donna grissino” lanciato dall’anticonformista Twiggy per poi tornare alle forme degli anni ’80, periodo che segna un vero e proprio boom degli interventi di mastoplastica additiva.

Tuttavia, recentemente, la sensualità sembrerebbe aver virato nuovamente, andando a delinearsi di nuovo cercando un equilibrio tra benessere ed eleganza, praticità e raffinatezza. Un modello di bellezza fatta di proporzioni e armonie delle forme che secondo molti sociologi andrà oltre le mode del momento.

Un nuovo quadro che trova piena e concreta applicazione proprio attraverso la sempre più richiesta “mastoplastica argentina”.
“Il sud America, nello specifico l’Argentina
— spiega Perrone chirurgo plastico AICPE (associazione italiana di chirurgia plastica ed estetica) — è la culla della chirurgia estetica.La mastoplastica argentina è l’unico trattamento basato sull’ideale di bellezza sud Americano divulgato in Italia dalle modelle, dalle veline e dalle star della tv sud americane, che sono tra le donne più sexy al mondo”. Questo tipo di mastoplastica, dunque, si rivolge a un pubblico femminile che punta sulla cura del proprio corpo e che apprezza questo la bellezza armonica.

Attenzione – conclude il chirurgo plastico – è bene specificare che non sto parlando assolutamente di quei seni finti, plasticosi e volgari. L’ideale di bellezza a cui si ispira la mastoplastica argentina si colloca allo spettro opposto di tutta quella chirurgia estetica che definisco come chirurgia da catena di montaggio”.

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