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Vasino non problem! |
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Quando iniziare, come fare... |
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Per un bambino di poco più di due anni è un salto verso il mondo degli adulti, un’assunzione di responsabilità verso la quale si sente insicuro e impreparato. Gli viene richiesto di riconoscere lo stimolo della cacca e della pipì, e di lasciare quello che sta facendo per andare sul vasino e fare lì i propri bisogni: è una novità che richiede il suo impegno e una consapevolezza che ancora non sa di avere. E’ però anche un momento di orgoglio, il solo fatto di non avere più l’ingombro del pannolino ma di portare le mutandine come mamma e papà rendono il piccolo tutto fiero e gongolante; proprio su questo è utile far leva per convincerlo ad affrontare il distacco nel modo migliore possibile. E’ importante cominciare a proporre lo spannolinamento nel momento giusto: in genere non prima dei 18/20 mesi, un po’ più tardi per i maschietti rispetto alle femminucce, e comunque quando il bambino dimostra di essere pronto. Come si fa a capirlo? Non c’è una regola valida per tutti, ma in genere quando riesce a mettere insieme frasi di senso compiuto, sa eseguire semplici comandi, si alza e si siede da solo, fa le scale appoggiandosi al corrimano, sa abbassarsi i pantaloni da solo, lascia il pannolino asciutto per qualche ora e dimostra di accorgersi quando fa la cacca o la pipì, si può pensare che sia pronto alla "prova". Può essere utile comprare il vasino un po’ prima che venga il momento di usarlo, e lasciarlo in giro per casa insieme ai suoi giochi, perché si abitui a maneggiarlo e magari a sedercisi, anche vestito. Andate insieme a comprare le mutandine, fatele scegliere a lui, colorate, con i disegni, in modo che il desiderio di indossarle serva da incentivo. E compratene tante, perché i primi giorni gli incidenti di percorso non mancheranno!!! Mettete il vasino nel luogo che preferisce, non necessariamente il bagno, ma dove sia facilmente raggiungibile. Per i primi giorni accompagnatelo voi ogni 20/30 minuti, anche se dice che non deve fare pipì, e lasciatelo seduto per qualche minuto. Poi pian piano allungate il tempo tra una "seduta" e l’altra, finchè non vedete che è pronto ad andarci da solo quando sente lo stimolo. Evitate di vestirlo con body o indumenti difficili da togliere, meglio un paio di pantaloni con l’elastico o una gonnellina per rendere l’operazione più veloce e semplice. Per un bambino, vedere la propria cacca e pipì nel vasino è motivo di grande orgoglio: esibitevi in lodi sperticate ad ogni successo, e parlatene in tono entusiasta col papà, i nonni, i fratelli… eventualmente potete prevedere un piccolo premio al raggiungimento dell’obiettivo, per gratificare il suo impegno. Ovviamente non mancheranno gli incidenti, ci saranno volte in cui non arriva al vasino in tempo e altre che, magari preso dal gioco, si dimentica di non avere il pannolino. Non fateglielo pesare, non rimproveratelo, altrimenti rischiate che veda tutta la faccenda come un problema e si blocchi rifiutando di usare il vasino, o trattenendo la pipì finchè non gli rimettete il pannolino. Semplicemente, fateglielo notare con un "non importa, la prossima volta che ti scappa dillo alla mamma che andiamo di corsa in bagno!!". In questa fase iniziale è consigliabile rimettere il pannolino la notte e durante il riposino pomeridiano: quando il bambino avrà acquisito il pieno controllo delle sue funzioni corporali da sveglio, si potrà decidere di lasciarlo "in mutande" anche quando dorme, magari con una traversa impermeabile nel letto per un po’. Se dopo qualche giorno le pipì "nei pantaloni" sono sempre più di quelle andate a segno, forse è il caso di valutare se proseguire o riprovarci più avanti. Insistere è sempre controproducente, ma se il bambino non sembra completamente estraneo e disinteressato alla faccenda-vasino ma solo più in difficoltà, si può fare un mezzo passo indietro utlilzzando per un periodo i pannolini-mutandina, che può comunque alzare e abbassare come le mutande vere. Come sempre con i bambini, l’importante è vivere i cambiamenti come qualcosa di positivo ed entusiasmante e non come un passo che genera ansie e preoccupazioni. Ogni bimbo ha i suoi tempi, e saperli comprendere ed accettare è fondamentale per rendere ogni piccolo progresso nella crescita un momento da ricordare con gioia. |
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