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Sesso durante la gravidanza e... dopo...




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La gravidanza di per sé non rappresenta un ostacolo al mantenimento delle normali abitudini sessuali nella coppia.

Bisogna però tenere presente che tutte le manifestazioni fisiche e psicologiche legate a questo particolare periodo possono portare a modificazioni nelle dinamiche del rapporto di coppia che influenzano anche la sfera sessuale.

Spesso si ha semplicemente paura di "fare male" al bambino, e quindi si evita il rapporto, ma è una paura infondata. Il feto è ben protetto e ammortizzato nel sacco amniotico, e la vagina è isolata dal tappo mucoso che è impermeabile agli spermatozoi. In nessun caso l’organo maschile può entrare in contatto col feto (o essere "visto" dal bambino) durante il rapporto sessuale!!! Non c’è quindi nessun rischio dal punto di vista fisico, in caso di una gravidanza regolare e tranquilla; diverso il caso se si presentano alcuni disturbi come precedenti minacce d’aborto o parto prematuro, sanguinamenti, perdite di liquido amniotico o infezioni. In questi casi l’astinenza è quasi d’obbligo, ma si può sopperire comunque alla mancanza di rapporti con altre manifestazioni intime che mantengano comunque alto il livello d’attrazione nella coppia. Ciò consentirà tra l’altro di mantenere l’armonia e faciliterà la ripresa dell’attività sessuale dopo la nascita del bambino.

Nel caso di una gravidanza considerata sicura, bisognerà comunque tenere presente un eventuale calo del desiderio dovuto alle modificazioni ormonali, all’aumento del pancione e all’indolenzimento del seno, alle nausee, che possono causare un disinteresse o fastidio nei confronti del sesso.

Il consiglio è sempre quello di parlarne, in modo che la donna si senta rassicurata dal fatto di essere sempre e comunque l’oggetto delle attenzioni del marito, nonostante si veda magari ingrassata e poco desiderabile, e l’uomo capisca che la sua compagna sta attraversando un periodo delicato e preferisce essere coccolata e vivere un’intimità diversa, meno fisica.

Solitamente il disagio è più intenso nel primo trimestre, per scomparire quasi completamente nel secondo, in cui la donna comincia a sentirsi meglio e a volte capita che i rapporti sessuali siano anche più soddisfacenti che in passato. Nel terzo trimestre l’unica difficoltà è data dal pancione, che si fa ingombrante e rende difficoltose alcune posizioni (è importante non schiacciarlo!) ma con un po’ di fantasia il problema si risolve…

I rapporti nelle ultimissime settimane di gravidanza possono indurre un parto prematuro (o stimolare il parto, se a termine) non tanto per le contrazioni provocate dall’orgasmo, che sono comunque differenti da quelle del travaglio, quanto per una sostanza chimica contenuta negli spermatozoi che può stimolare il parto: alcuni medici tendono quindi a sconsigliarli, per riprenderli magari quando è ora che il bambino nasca (tra l’altro, è molto più divertente che fare le scale…)

I rapporti sessuali durante la gravidanza hanno sicuramente un effetto positivo sulla coppia, sia dal punto di vista psicologico che fisico (l’attività sessuale prepara la muscolatura pelvica per il parto) e contribuiscono a mantenere un clima rilassato e sereno che facilita l’adattamento alla nuova condizione di genitori.

Sesso post-parto

Dopo un parto naturale si può riprendere una normale attività sessuale in 4/6 settimane, un po’ di più nel caso di un cesareo. Ovviamente questo periodo di "quarantena" non è obbligatorio e può durare più o meno tempo in base alla velocità di ripresa di ogni donna. In genere quaranta giorni circa è il tempo medio richiesto dall’utero per tornare alle dimensioni normali e alle eventuali lacerazioni per cicatrizzarsi. Inoltre le lochiazioni solitamente terminano in un mesetto e quindi non resta più nessuna controindicazione alla ripresa dei rapporti sessuali (salvo diverso parere del ginecologo, che sarebbe comunque meglio consultare prima per una visita post-parto). Dal punto di vista fisico quindi sembrerebbe tornato tutto come prima, ma in effetti non è proprio così. Nella donna che allatta la prolattina agisce come anticoncezionale naturale, inibendo l’ovulazione e conseguentemente provocando un calo della libido e spesso anche secchezza vaginale. E’ un rimedio escogitato dalla natura per evitare le gravidanze ravvicinate… ma rende ovviamente più difficoltosa anche la ripresa dei rapporti. Usare un lubrificante vaginale può essere d’aiuto, anche per non esercitare subito uno sfregamento sulle cicatrici eventualmente lasciate dall’episiotomia. E’ necessario però in caso di ripresa dei rapporti cercare un metodo anticoncezionale adatto, perché l’allattamento riduce sì il rischio di gravidanza ma non costituisce una garanzia. Spirale e diaframma vanno esclusi, perché l’utero deve ancora riassestarsi completamente. La pillola è sconsigliata per via dell’allattamento. I metodi migliori restano quindi la minipillola, che ha un basso livello di ormoni ma abbinata alla scarsa fertilità indotta dalla prolattina può considerarsi comunque sicura, e il preservativo.

Superati quindi i problemi di ordine "fisico", restano quelli psicologici. La stanchezza e i nuovi ritmi imposti dal neonato spesso smorzano il desiderio non solo nella mamma ma anche nel papà. Presi dal ruolo di genitori, ci si dimentica di essere comunque una coppia e le proprie necessità vengono messe in secondo piano. Se questo atteggiamento può essere accettabile nelle prime settimane, in cui si ha bisogno entrambi di ristabilire un proprio equilibrio, non bisogna però prolungarlo troppo, per evitare che la ripresa dell’intimità diventi sempre più difficile.

Quando il bambino diventa più grandicello, poi, possono esserci altri problemi di carattere più "organizzativo": soprattutto se il lettino è nella camera dei genitori, si ha sempre la paura di essere scoperti o che il piccolo veda o senta qualcosa. Si resta quindi ansiosi, ci si trattiene, si ha sempre un orecchio in ascolto pronto a captare eventuali rumori e non ci si gode l’intimità col partner. Il segreto è sempre lo stesso: cercare di organizzarsi. Dedicarsi una serata ogni tanto lasciando il piccolo ai nonni, e quando non è possibile cercare comunque di ritagliarsi i propri spazi quando dorme. E se dovesse capitare, per sbaglio, di essere sorpresi dal bambino mentre si fa sesso, si deve sempre cercare di non trasmettergli un’idea di colpa o di aver visto qualcosa di brutto. E’ meglio spiegargli il più naturalmente possibile, anche in base alla sua età, che mamma e papà si stavano facendo le coccole, che è una cosa che i genitori fanno perché si vogliono bene, e rispondere molto semplicemente alle sue eventuali domande. Se un bambino è abituato a vedere i genitori coccolarsi e baciarsi, non resterà scioccato…e anche mamma e papà potranno vivere i loro momenti di intimità con più tranquillità.

 

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