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Il racconto di Mamma: Minnye
Alissa nata il 31 Luglio 2006
I
ricordi di quel giorno sono tanti, belli e brutti.
Un misto di emozioni e sentimenti contrastanti fra loro mi hanno assalita e
sono rimasti addosso fino a che non l'ho vista. La sera prima del parto
"sembravo" tranquilla ma bastò poco per farmi cominciare ad agitarmi e mio
marito disse a Vale di starmi lontana perché ovviamente capiva che era
l'agitazione pre-intervento.
In fondo, anche se era per la cosa più bella di questo mondo, sempre un
intervento avrei dovuto subire e sapeva quanto ero preoccupata all'idea.
Fino alla fine ho sperato che mi venissero le contrazioni serie ed ho sperato
di poter partorire in maniera naturale, ho sempre desiderato farlo.
Lo so che fin dall'inizio di questa gravidanza sapevo che avrei partorito a
cesareo, soprattutto considerata la breve distanza fra l'intervento e la
gravidanza, ma le speranze non le ho mai accantonate. La domenica sera feci la
ceretta (disboscamento totale), i capelli me li ero fatti fare dall'amico
parrucchiere perché pensai a mia figlia e volevo che mi vedesse bellissima (lo
so che ci vuole un miracolo per questo. Ma ci ho provato!!!) notte tra il 30
ed il 31 luglio fu lunga, lunghissimaaaa, veramente troppo lunga. ed il mio
desiderio di conoscerla cresceva insieme alla paura!!!
La mattina alle 5 ero già a terra per sistemare le ultime cose a casa,
preparai delle verdure e feci la mousse di cioccolato per mio marito e mia
figlia perché pensai "almeno è sicuro che fanno colazione"... beati lorooooo
Alle 7:55 metto piede al Grand'Hotel Ospedale digiuna e pronta per un cesareo
che ero convinta mi avrebbero fatto la mattina stessa, esco dall'ascensore e
trovo lì già mia madre. a rompere (ma questa è un'altra storia)
Verso le 9 mi fanno i prelievi, mi hanno dissanguata, ma tutte ste fialette di
sangue servono per partorire??? Mah!!! Poi più tardi mi chiamano per la
preparazione che, ahimè, già sapevo in cosa consistesse. Depilazione,
clisterino (bleah), misurazione della pressione, termometrino,
elettrocardiogramma, ma per fortuna il mio cuore è perfetto (almeno quelloooo)
insomma. ti rivoltano come un calzino. e mio marito, mia figlia e mia madre
erano fuori in una sorta di sala d'attesa che non è una vera sala d'attesa!!!
Dopo un po' ho cominciato a fare la processione, andavo avanti e in dietro e
ogni mezz'ora chiedevo "Ma allora tra quanto mi tagliate?!" Il Doc che mi
diceva "in tarda mattina". poi la tarda mattinata, visto che si erano superate
le 14, è diventato primo pomeriggio. e l'ansia cresceva.
Mia madre che me ne metteva altra "Io devo prendere il pullman per andare a
casa". insomma, io dovevo essere operata, io volevo conoscere mia figlia e lei
pensava al pullman. me sarebbi quasi mangiata e le dissi che se voleva andare
a casa poteva andare tranquillamente e che l'avremmo avvertita quando mia
figlia sarebbe nata.
Alla fine decise che sarebbe rimasta ancora un po' ed io me la sarei dovuta
sorbire ancora!!!
Poco prima delle 16 arriva l'infermiera e mi mette il catetere (il mio incubo)
e la flebo e mi dice che serve per non far scendere i valori in sala
operatoria, mi spiega che me ne avrebbe messa un'altra quando sarebbe finita
quella e che, dopo la seconda mi avrebbero operata.
Ok!!! Bellooooo!!! Finalmente pare sia arrivato il momentooooo!!!
Alle 16:30 mi scendono in sala operatoria e mi piazzano un momento
nell'antisala mentre finiva la flebo. altra attesa ma per fortuna è durata
poco!!!10 minuti dopo ero sul lettino, mi piazzano tutti i fili ovunque e mi
mettono anche una sorta di ditalino stile molletta, ed io che facevo mille
domande. ma mi sa che er megli ca me stev zitt!!! Tempo 5 minuti ed il
rilevatore della pressione comincia a dire che sta scendendo troppissimo ed il
mio gine, avvertito della cosa, decide di andare ad accogliere un PS sopra al
5° piano, una donna incinta di 27 settimane con le contrazioni, e l'altra
ginecologa che era in sala operatoria che diceva che era stato inutile andare
lì, a quelle settimane si deve andare all'Annunziata. ed io che pensavo a
quella poveretta, alle sue paure ed alle mie. La pressione si stabilizza e mi
preparano, l'anestesista che mi fa una serie di domande, la tipa dell'equipe
del nido che mi chiede "Scusi signora, ma come si chiama sua figlia?!" . ed io
che intontita dall'emozione stavo per rispondere "Valentina". poi ho avuto
l'attimo di lucidità e le faccio "ma ve lo devo dire proprio adesso?!" .. Ed
avevo avuto la tentazione di fare uno scherzetto al marito e chiamarla
Benedetta!!! Ma poi ho pensato che non sarebbe stato giusto nei suoi
confronti e quindi. lealtà assoluta e.. Alissa è stata!!!
H 17:00, finalmente si comincia e tra un attacco di tachicardia e l'altro, il
problema placenta avanti, lo schiacciamento sullo stomaco per spingere fuori
il tutto. insomma. alle 17:40 nasce la mia piccolina.
Prima che nascesse mi chiesero se volevo vederla subito o dopo che l'avevano
pulita. voi che avreste fatto??? Io scelsi di vederla subito, fosse stato per
me avrei vissuto nella mia pancia tutti i nove mesi per guardarla, ammirarla
mentre cresceva e si fortificava figuriamoci se non volevo vederla subito!!!
Ed ecco che all'improvviso calano il tendone e la vedo, potrò dimenticare
tutto di quei giorni, la paura, il dolore, lo stress, ma non potrò mai
dimenticare il primissimo incontro con mia figlia. Bellissima, nonostante
tutto il sangue, nonostante il liquido amniotico, nonostante stesse a testa in
giù. il mio gine la manteneva e l'altra con non so che le pulì il visino. ma
che tatto che ebbe. un elefante in un negozio di cristalleria è più delicato.
e lì Alissa diede il meglio di sé per farle capire che il trattamento di
bellezza non era affatto gradito ;
Pochi secondi e rialzano la barriera. "ao. ma come vi permettete?!" fu il mio
primo pensiero. e poi si portano la mia cucciola per pulirla e farmela
sembrare più bella. ma per me era già bella prima della nascita, era diventata
bellissima un momento dopo l evento e poi, quando me l'hanno poggiata sul
petto, è diventata stupendaaaa!!! La guardavo imbambolata e pensavo "ho fatto
io questa meraviglia di donnina?!" Era una miniatura, perfetta, bella, e la
mia commozione era altissima, avrei voluto stringerla a me forte forte e non
farla portare via, ma avevo le mani legate (e non in senso figurato) e me la
tenne la neonatologa per poco tempo. Quando se la portarono via la prima cosa
che dissi al ginecologo fu "e mo, posso pure morire!" e. mi sa che il Signor
Utero voleva prendermi in parola!!! Mentre mi stanno facendo il ricamino il
mio ha fatto i capricci, si è commosso talmente tanto per la liberazione che
per festeggiare si è messo a schizzare sangue a morire. Io ero spaventata ed
ho visto la faccia dell'anestesista che non era molto più tranquilla della mia
e ad un certo punto la sento che dice "le faccio la totale?" ed io che
pensavo. "l'ho detto scherzando mica facevo sul serio?!", i due gine che
parlavano sottovoce ed il mio che si affaccia sul tendone e mi fa "Nennè ma
nun ce simm fatt mancà nient eh?! Pur n'emorragia c'erma fa venì?!"
Alle 18:55 hanno finito e nel frattempo al mio gine era stato comunicato il
peso di miss alicella. mi guarda e mi fa. "tutt stu burdell pe 2 chil 6 e 50 e
femmen (Kg.2650 detto alla napoletana)?!" ed io che lo guardo e gli rispondo
"e scusat si è poc!"
Alle 19 esco dalla sala operatoria e mi portano nel mio letto, raga, a parte
la paura in sala operatoria, la peggiore sensazione che ho provato è dovuta
alla spinale. per qualche ora ho capito cosa provano i paralitici, quando mi
hanno spostata dal lettino alla barella e dalla barella al letto non ho fatto
altro che pensare "ecco, mo mi fanno cascare ed io non posso neanche
proteggermi poggiando i piedi a terra!". ma è passato. e poi, grazie a quel
tipo di anestesia non mi sono persa i primissimi istanti di vita di Alissa!!!
Alle 21 è arrivata lei, la piccola principessina di casa, piccolissima,
delicatissima, stupendissima e con il pollice in bocca e le altre 4 dita in
faccia, così com'è uscita dalla sala operatoria!!!
Oggi la mia signorina ha 7 mesi e mezzo, ripenso a quel giorno e penso che mi
farei tagliare altre mille volte per rivivere le stesse emozioni, per rivivere
il nostro primo incontro, per darle il benvenuto nel mondo come feci quel
giorno!!!
Ben venuta piccola, grazie, grazie per ogni momento di felicità che mi hai
dato e che continuerai a darmi, grazie anche per tutte le preoccupazioni della
gravidanza e quelle di questi giorni. grazie a quelle il mio amore per te
diventa ogni giorno più grande, ogni giorno più forte!!!
Ti voglio bene piccola mia!!! Sei la gioia della tua famiglia!!!
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IL LUNGO RACCONTO DI CHIARA
MARTEDI 30 GENNAIO 2007 (38 settimane + 6 giorni)

Ore 6:35. Un’infermiera mi
accompagna in sala parto per la prima visita e la prima induzione di
travaglio. Non ricordo quale medico mi ha visitata, forse la dottoressa P.,
che ho conosciuto al corso pre-parto e mi è piaciuta moltissimo. E’ molto
gentile e umana.Il gel pizzica un po’, ma non è fastidioso. Perché penetri in
profondità occorre che io resti un’ora in posizione sdraiata, così approfitto
per fare il primo monitoraggio della giornata. Una volta tornata in camera,
avverto presto qualche leggero dolore, come quando avevo le mestruazioni. Mi
sento subito sollevata, a quanto pare già la prima induzione risulta efficace.
Più tardi arriva Luca e non mi sento più sola.Verso le 10:40 improvvisamente
sento un rumore interno, “stock!”, come di qualcosa che si stacca a livello
del collo dell’utero. Scendo dal letto e mi rendo conto che il sacco del
liquido amniotico si è rotto. Esce acqua e non so cosa fare: se mi muovo
rischio di lasciare la scia, se resto ferma tra poco avrò un laghetto sotto i
piedi, se torno sul letto inzupperò sicuramente le lenzuola…Chiedo a Luca di
chiamare qualcuno. Ho notato che il personale del reparto è davvero
disponibile. Un’ostetrica poco delicata mi visita causando molto fastidio a me
e la rottura definitiva del sacco amniotico. Il liquido scende come da un
rubinetto aperto (ma quanto era?!?) e la studentessa che assiste alla visita
posa prontamente una bacinella sul pavimento. Penso che dal momento della
rottura del sacco il travaglio sarà più doloroso ma procederà più velocemente
e per un attimo mi sento fortunatissima.Invece l’ostetrica nota che non è
ancora iniziata la dilatazione del collo uterino e decide di procedere con la
seconda applicazione di prostaglandine. Ore 12:30 circa. E’ la dottoressa P. a
visitarmi. Riesce a provocare manualmente una piccola dilatazione.Dopo il
monitoraggio comincio a sentire contrazioni più forti. Il dolore parte dal
basso ventre e sembra estendersi alla schiena. E’ il classico “forte dolore
mestruale” di cui mi hanno parlato mia cugina e la mia amica Graziella e le
mamme del forum che frequentavo ultimamente. Forte, molto forte. Ad ogni
ondata cerco la posizione che mi faccia sentire meno dolore, e ogni volta
arrivo impreparata al momento in cui si fa più insopportabile. Non serve
respirare, né rannicchiarsi, né stare immobile. Il dolore ha sempre la
meglio.Percorro senza sosta con Luca i corridoi del reparto. Camminare infatti
favorisce la discesa del bambino verso il collo dell’utero e di conseguenza la
pressione della testa è tale da aumentarne la dilatazione. Ho un’ottima
preparazione teorica e ne vado orgogliosa. So che dovrei misurare la durata di
ogni contrazione e l’intervallo tra una e l’altra. Non ne ho voglia e mi
sembra di non esserne capace. Chiedo a Luca di farlo. Durano circa 40 secondi
e sono ancora piuttosto irregolari: ogni due, tre, quattro minuti. Mi sento
ancora abbastanza fortunata perché ho l’illusione di essere già a buon punto e
tutto sommato pensavo fosse molto, molto peggio.Le mie amiche sono collegate
con me tramite sms. Penso che in un certo senso stanno travagliando anche
loro… Mi lamento del dolore e le ragazze rispondono di non mollare.So che tra
poco arriveranno i miei, i genitori di Luca e mia sorella. Maledico la loro
invadenza, mi sento malissimo e mi domando cosa vengano a fare. A vedere come
sta una che partorirà tra qualche ora? Ad osservare che faccia ha una che si
contorce dal dolore? Che stiano a casa loro, qui non c’è nessuno spettacolo
interessante! Ma non ho la forza di fare alcuna sfuriata. Mio malgrado noto
che parlando con mia sorella mi distraggo dal dolore. Il monitoraggio
rivela contrazioni all’intensità del 60 per cento, qualcuno in mattinata mi ha
detto che è un livello abbastanza alto. Osservo come l’apparecchio segue il
mio corpo. Segna 7-8 per cento quando sto bene e sale al 20- 25- 37-49- 50- 60
per cento man mano che il dolore si fa più intenso. Quel piccolo monitor coi
numeri gialli mi attrae e distrae.E’ quasi sera e probabilmente tra qualche
ora tutto sarà finito in modo piuttosto sopportabile. Alle 18:45 assumo la
terza applicazione di prostaglandine e la dottoressa mi invita a non tornare
in reparto e rimanere in sala travaglio. Se l’esito di questa applicazione non
sarà ancora sufficiente ad avviare il vero travaglio, domani mattina dovrò
ricominciare da capo. Ma come, questo pomeriggio non è servito a niente?!? La
dottoressa Perotti mi spiega che ho passato la fase “prodromica”, di
preparazione. A questo punto inizierà la fase dilatante vera e propria: le
contrazioni forse non aumenteranno di intensità, ma saranno sempre più
ravvicinate e non avrò più il tempo per riposare tra una e l’altra. Contro il
dolore, non devo dimenticare che esistono vari tipi di analgesia. Mi consiglia
di cercare di rilassarmi e nel salutarmi mi dice che il 31 gennaio è il suo
compleanno, ed è un bellissimo giorno per nascere.Vuole dire che la serata
sarà ancora lunga? Non lo so, non ho voglia di interpretare niente. E poi
potrebbe sempre nascere appena dopo mezzanotte e sarebbe lo stesso il 31
gennaio. Una studentessa di nome Chiara mi spiega qualche nozione sulle
modificazioni che subirà il collo dell’utero: si deve “raccorciare” come se
fosse un imbuto la cui imboccatura diventa sempre più corta. Non tornerà più
come prima, nei prossimi parti sarà già pressochè inesistente. E’ per questo
che solitamente i parti successivi al primo sono più veloci? Chiara mi parla
dei suoi studi, dei sacrifici che le comportano e delle responsabilità del
mestiere di ostetrica, ma io la ascolto distrattamente. Alle 21 cambia il
personale di turno. C’è Luigia, quell’ostetrica così gentile che ha seguito il
mio corso di preparazione e non posso che sentirmi sollevata. Conosco la sua
dolcezza e disponibilità, mi fido di lei.Ad assistermi però è un certo Luigi,
che solo il mattino dopo ho scoperto essere un ostetrico e non un ginecologo.
E’ meridionale e seppure all’inizio mi fosse sembrato piuttosto sbrigativo,
nel corso della notte si rivelerà una persona infinitamente paziente e
gentile. E’ ormai notte. Sto facendo l’ennesimo monitoraggio della giornata.
Stavolta dura più di due ore, non riesco e non voglio guardare quanto sono
intense adesso le contrazioni. So solo che sento malissimo e l’impossibilità a
muovermi dal letto non mi aiuta. Il dolore parte dalla zona sacrale, dove ci
sono le terminazioni nervose del bacino, e come una morsa stringe la parte
bassa della pancia. Non so come affrontarlo, forse devo assecondarlo, ma in
che modo, se non posso nemmeno muovermi? Luigi mi suggerisce di sdraiarmi su
un fianco. Gli rispondo che se lo facessi, sentirei ancora più dolore. Quello
che mi inchioda veramente è la paura.Un’altra ostetrica mi invita a rilassarmi
nel momento di massimo dolore inspirando profondamente e poi rilasciando
l’aria molto, molto lentamente, come se il mio corpo fosse un palloncino che
si sgonfia. Immagino veramente di essere un palloncino rosso che si sgonfia
tre, quattro, cinque, sei volte per ogni contrazione, ed anche se attorno a me
tutto è nero, questa tecnica mi dà sollievo. Ho sete e forse fame. Nel
pomeriggio ho vomitato il pranzo e successivamente ho bevuto solo una lattina
di the. Voglio bere e non capisco perché non posso farlo. Appena finito il
monitoraggio, mi attacco al rubinetto cercando di bagnare almeno la bocca tra
una contrazione e l’altra. Stanno diventando più ravvicinate, stimo mezzo
minuto di pausa tra una e l’altra, tempo che comunque non è nemmeno
sufficiente a farmi riprendere fiato. Vomito il the sulla traversa del letto.
Non credevo che una lattina del distributore automatico ne potesse contenere
così tanto. Una operatrice sanitaria con dal bellissimo sorriso porge a Luca
nuove traverse e butta via quelle sporche. Scherzo con lei dicendo che vorrei
aiutarla, in fondo siamo colleghe. Le parlo del mio lavoro, anche lei come me
ha lavorato in assistenza domiciliare in passato. Vorrei scusarmi con Luca per
tutte le cose schifose che è costretto a pulire. Vomito, sangue, chissà
cos’altro. E’ molto stanco, eppure resta con me affettuoso, premuroso e
paziente. Quella notte non mi ha lasciata sola un momento. Gli dico di essere
stata una cretina quando ho pensato che non ero certa di volere che assistesse
al parto. Se lui non fosse stato con me, non ce l’avrei mai fatta. Non ci
crede. Eppure è la verità.Mi aggrappo a lui ad ogni contrazione, in piedi,
cercando di rannicchiarmi per terra perché credo che così potrei trovare
sollievo. Inutile. Prima di arrivare a terra, il dolore è già
insopportabile.Provo a stare seduta, ma mi risulta impossibile, fa troppo male
la zona del sedere. Se mi corico va un pochino meglio. Metto due cuscini uno
sopra l’altro e mi lascio sostenere, carponi. Voglio solo dormire e credo di
riuscirci perché mi sembra di avere qualche minuto di tempo tra una
contrazione e l’altra.Rilassarsi non serve più a niente. Mi viene spontaneo
irrigidirmi anziché lasciarmi andare, ed urlare piuttosto che
respirare. Sparisce ogni imbarazzo, ogni vergogna. Non mi interessa più stare
con il culo e tutto fuori, e neanche che sto perdendo un sacco di schifezze e
tra le gambe ho una traversa di plastica usa e getta, e nemmeno il fatto che
sto facendo scene da commedia napoletana. Non mi sfiora neanche per un attimo
l’idea di recuperare un minimo di compostezza. Sento che mi sto comportando in
modo indegno, ma non me ne frega niente. In quel momento credo di aver amato
Luca come non mai. Ho la sensazione che morirei se solo il dolore si facesse
appena più intenso. No, so che non si muore. Ma credo di morire lo stesso. Ho
esaurito le forze. E’ la terza notte che non dormo. O la seconda? E perché la
dottoressa P. mi mi aveva detto che il dolore non si sarebbe intensificato? Il
dottor T. entra dalla porta. “Come va?” mi chiede. Come vuole che vada? Non si
vede? “Malissimo” rispondo. “Bene!” ha il coraggio di esclamare. Nonostante
tutto mi viene da ridere. Non avrei voluto approfittare dell’anestesia
epidurale. Per orgoglio, perché io sono una dura. E poi perché volevo vivere
il mio parto fino in fondo. Inoltre non volevo rischiare che il mio bambino ne
subisse gli effetti collaterali e nascesse un po’ imbambolato. Ne parlo con
Luca. Mi dice solamente che è una mia scelta, che solo io so se posso farcela
o no. Lui non ha niente in contrario, se l’anestesia può togliermi un po’ di
dolore.No, non ce la posso fare. Appena torna Luigi gli chiedo di farmi
questa benedetta epidurale. Acconsente, ma prima vuole provare a
somministrarmi un altro anestetico. Nel frattempo aspettiamo l’anestesista,
perché è impegnato a seguire un parto cesareo.Attacca una boccetta con
l’etichetta rossa all’infusore del flebo e appena esce dalla stanza leggo
sull’etichetta che si tratta di sodio cloruro. Soluzione fisiologica?!? Acqua
salata?!? Mi prende in giro?!? Luca giura che ha iniettato un’altra sostanza
nella boccetta. Non gli credo e non credo gli crederò mai. Ero ben vigile, e
non ho notato nessun’altra fialetta né siringa.Stranamente non ho pensato
neanche per un momento di staccare la bottiglietta e romperla in testa a
Luigi. Questo anestetico non ha alcun effetto su di me. Forse non era nemmeno
sodio cloruro, ma acqua! Chiedo anche all’ostetrica Luigia l’epidurale quando
viene a chiedermi come sto. L’anestesista è ancora impegnato. Ma quanti
cesarei sono in programma stanotte?!? Possibile che non trovi un attimo di
tempo per venire da me?!?Sta arrivando un’altra contrazione. La peggiore che
io ricordi. Neanche un secondo che mi permetta di respirare. Mi manca
l’aria e sento il dolore più forte e più lungo che mi sia mai capitato di
provare. Mi irrigidisco, prima o poi finirà.Invece non finisce, anzi diventa
sempre più intenso, minuto dopo minuto. Non riesco neanche a fare a Luca
l’assurda richiesta che ripeto da ore, “fai qualcosa”.Lo sento parlare con
qualcuno fuori dalla porta e dire che dura ininterrottamente almeno da dieci
minuti. Dieci?!? Non ho via d’uscita, non posso lasciare a metà quello che sto
facendo ed andarmene, quindi mi rassegno. Adesso c’è con me anche Luigi e mi
riferisce che il dottor T. vorrebbe parlarmi tra poco.Penso che voglia
propormi di fare il cesareo. A quanto pare la dilatazione è ancora solamente
di 4 o 5 cm e deve arrivare a 10.Avrei voluto sentire nascere il mio
bambino o la mia bambina, ma mi arrendo al pensiero di non essere così
coraggiosa né stoica come credevo. Me ne rammarico, ma a questo punto voglio
solamente smettere di soffrire così.Questa sofferenza è disumana e trovo che
non abbia nessuna ragione di essere. “Partorirai con dolore” è stato l’ordine
di Dio alla prima donna. Ma io con quella signora non ho niente a che vedere,
e non ho intenzione di espiare le sue colpe. Quando è troppo, è troppo per
tutti! Accetterei qualsiasi cosa pur di farla finita. Tranne la morte. Non
voglio morire, e comunque non si muore, ma in quel momento non arrivo a
prendere coscienza di questo pensiero. Il dottor T. mi fa la sua magnifica
proposta: a questo punto si può procedere con l’anestesia epidurale, se lo
desidero.Ma come?!? Sono ore che la imploro, e adesso arriva lui con l’aria di
ricordarmi che esistono soluzioni alle quali non avevo pensato?!?Non lo
maledico perché è una persona gentilissima, e nemmeno mi incazzo. Acconsento
educatamente. Giuro di non aver detto nemmeno una parolaccia nel corso della
nottata e di essere stata cortese con tutti. Sulla porta compare un
anestesista dagli occhi azzurri e dall’aria serafica. In quel momento mi è
sembrato un angelo. Chiede a Luca di uscire dalla stanza, a Luigi di
assisterlo e mi spiega che per tutta la durata del suo intervento dovrò
restare assolutamente immobile. Capisco: dovrà infilare un aghetto tra le
vertebre lombari, è un lavoro delicato. Ma non gli posso garantire più di
mezzo minuto di immobilità. Ho paura che arrivi una contrazione proprio in
quel momento.Non sopporto le mani dell’anestesista che cercano il punto
esatto, non sopporto la tintura di iodio che spalma per disinfettare. Ci
vorranno giorni per togliere quel colore ocra dalla pelle. Riesco perfino a
sentire l’ago che punge, sebbene sia sottile quanto un capello. Sono diventata
ipersensibile e lamentosa. All’ago è attaccato un tubicino dello spessore di
un filo da pesca, che termina con una boccettina di plastica bianca.
L’anestesista la fissa con un cerotto alla mia spalla. Con mio grande
sollievo, l’anestesia epidurale ha effetto immediato. Non sento più niente se
non un piacevole intorpidimento alle gambe e nella zona del bacino, ma
paradossalmente non sono del tutto soddisfatta: avrei preferito qualcosa di
più blando, che mi facesse almeno avvertire l’arrivo delle contrazioni, magari
con un doloretto leggero leggero. Non importa, va bene così. Immagino che Luca
sia stanchissimo e mi sento in colpa per aver tirato così in lungo le cose.
Forse sono io che non voglio far nascere questo bambino? Dentro di me è
protetto, fuori invece c’è un mondo che mi fa schifo. Un mondo che spesso i
bambini li uccide. Dev’essere per forza così: il mio bambino fatica a nascere
perché io non voglio separarmi da lui. Il mio corpo fa il resto. Si chiude
invece di aprirsi.Con questi brutti pensieri, e di nuovo coi sensori del
monitoraggio, mi addormento.Credo di aver riposato per circa un’ora. Quando mi
sveglio, accanto a me c’è Luigi che, dopo aver attaccato all’infusore una
boccetta di ossitocina, osserva il tracciato del monitoraggio e mi chiede di
fare attenzione all’arrivo delle contrazioni. Ancora non riesco ad avvertire
niente, se non un leggero indurimento se metto una mano sulla pancia. A lui
però dico che sento tutto perfettamente, così è soddisfatto. Nonostante abbia
dormito, non ho le energie né la lucidità necessarie per seguire i segnali del
mio corpo.La dilatazione ora è di 7 o 8 centimetri. Ancora troppo pochi, ma si
dovrebbe arrivare abbastanza velocemente a 10.Non ho idea di che ore siano, è
sicuramente quasi mattino. Luigi mi propone di provare a spingere alzandomi in
piedi o su uno sgabello blu con la seduta a forma di C. Conosco lo “stimolo
come di dover andare in bagno” che provo così intensamente adesso, Luigia ne
ha parlato a lungo al corso di preparazione. E’ il segnale che la testa del
bimbo è uscita dall’utero ed è impegnata nel canale del parto. Preme
sull’ultimo tratto dell’intestino, ecco il perché di questa sensazione odiosa!
Mi sembra di dover espellere un quintale di cacca e di non riuscirci perché
troppo dura. Credo però di aver capito: adesso sento le contrazioni
concentrarsi nella zona del sedere. Devo spingere quando mi sembra di dover
defecare. Quando spingo, si vede affiorare la testa del bambino! Voglio
vederla anche io e riesco quando, seduta sullo sgabello, Luigi posa sotto di
me uno specchietto. Ha i capelli scuri!Chiedo di potermi trasferire in sala
parto, perché lì c’è l’apposito lettino con i sostegni per attaccarsi. Non
capisco perché Luigi rifiuta, forse hanno già pulito e non si può? Non arrivo
a realizzare che mi sta soltanto facendo provare a spingere.Faccio storie,
dico che in piedi non sono comoda e seduta mi fa troppo male il sedere.Decido
di tornare sul letto, sebbene sappia che è davvero la posizione di spinta meno
efficace.La pressione sull’intestino è insopportabile. Ripeto più volte che mi
sembra di dover andare in bagno. Cerco solo rassicurazioni, che Luigi mi dica
che è normale.Invece mi dice di fare quello che devo, sul letto. Non la
faccio, non si fa la cacca sul letto! Trascorrono i minuti mentre noi
ripetiamo questo dialogo da teatro dell’assurdo. Sono stanca, ho caldo e sete.
Vorrei solamente dormire. Luca mi rinfresca la fronte e la bocca con alcune
garze intrise d’acqua.Ho paura di spaccarmi in due.Realizzo che solo l’utero
ed il canale del parto si dilatano durante il travaglio, ma il bimbo deve
uscire dal buco che trova.Qualcosa succederà, so solo che ho tanto male e
brucia e probabilmente le mie spinte non sono per niente efficaci perché non
ho più energie. “Andiamo” dice Luigi. Andiamo in sala parto?!? Quindi è
davvero tutto quasi finito?!Spingo e credo che la testa mi scoppi per l’enorme
sforzo. Inutile, non serve a niente. Chiedo di aiutarmi, che usino la ventosa,
che taglino dove pare a loro, che facciano qualsiasi cosa! A me ormai non
interessa più niente.L’unico aiuto che ricevo è quello di un medico arrivato
in quel momento che dà un’occhiata alla situazione ed ordina di eseguire
un’episiotomia. Sento che la pelle viene tagliata, ma nessun dolore, come
quando si tagliano unghie e capelli. Lo stesso medico poco dopo inizia a
spingermi come un ossesso sulla pancia. Si chiama manovra di qualcuno che non
ricordo, ma che metodo barbaro! Pensavo di essere parte di una società civile!
Urlo come un’anatra strozzata, ma perché la smetta, più che per reale
dolore. Appena costui si sposta, riesco a vedere la testa del mio bambino
fuori dal mio corpo. Ha davvero i capelli scuri ed è girato con la faccia in
giù. Ma… il resto è ancora dentro! Chiedo a Luigi se devo spingere ancora o se
lo tira fuori lui. Che domande! Ovvio che devo spingere io!Prendo fiato,
trattengo, spingo forte da sotto… una, due, tre volte di seguito per non
vanificare i primi sforzi…Ecco, sento che stanno uscendo le spalle, e in un
attimo il bambino scivola fuori!“E’ femmina!” esclama Luigi. “E’ una femmina!”
ripete Luca, che non mi ha mai lasciata sola. Non l’ho mai sentito così
felice. Mi alzo per guardarla, perché non credo sia vero! Luigi la avvolge in
un lenzuolo e la posa tra le mie braccia.Povera stellina, non ha nemmeno
pianto nonostante l’abbia proprio maltrattata in queste ore!Ha fatto solo
sentire la sua voce, ed è tornata subito tranquilla.Non credo di essere mai
stata più felice. Non riesco a pensare a niente. Non ho nemmeno assistito al
taglio del cordone ombelicale.La signora OSS scatta una foto ricordo prima che
la piccola venga affidata all’infermiera per il bagnetto ed i primi controlli
medici. Misura 48 centimetriI e pesa 3 chili e 50 grammi. Penso che è davvero
piccolina, alla nascita io ero lunga 49 centimetri.La prima domanda di tutti è
stata a proposito del nome. Sara. Perché significa “principessa” ed è un nome
semplice e bello. Per me, però, le fatiche non sono ancora giunte al termine.
L’espulsione della placenta avviene dopo una stimolazione da parte di Luigi
che ormai ha chiara l’idea che non avrei più collaborato. Gli chiedo di
mostrarmela, è simile a un grosso fegato rosso scuro da cui si diparte il
cordone ombelicale, grigio e arrotolato su sé stesso. Luigi mi fa notare la
membrana che avvolge il bambino in utero.Sara ha donato il sangue del suo
cordone. E’ ricco di cellule staminali utilizzabili per curare alcune forme
tumorali dei bambini. Luigi l’ha prelevato con una siringa al momento del
taglio. Luca esce per fare alcune telefonate mentre una studentessa cuce la
mia episiotomia, assistita dall’ostetrica del nuovo turno che è arrivata in
anticipo. Mi sembra che ci metta un’eternità e stimo all’incirca una
cinquantina di punti sparsi. (Per fortuna erano molti meno, e tutti in una
sola zona!). Luigi saluta i colleghi perché sta per andare in ferie.Nel
frattempo cerco con lo sguardo la mia piccola Sara.So di avere la possibilità
di riposare una volta in camera affidandola alle infermiere della nursery, ma
non ho più bisogno di alcun riposo. Voglio solo la mia bambina. Il turno di
lavoro sta per finire. Alle 7 arriva il personale del turno mattutino.Tutti
vengono a salutarmi e a farmi gli auguri ed io mi sento in dovere di
ringraziarli per la pazienza che hanno avuto. Il loro è un lavoro ricco di
soddisfazioni, ma che comporta sacrifici enormi. Penso che il ringraziamento
sincero da parte delle donne che assistono possa essere fonte di grande
gratificazione. Rimango per qualche minuto in osservazione nel corridoio del
blocco parto.L’anestesista viene a sincerarsi che tutto sia andato per il
meglio. Poi un’infermiera mi accompagna in camera. Non importa la nausea che
sento. Non vedo l’ora che mi portino la mia bambina.
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Il racconto di Caterina

22
settembre 2004, ore 5:40
Mi sveglio e vado in bagno, colta da piccoli crampetti. Nulla di
doloroso, ma sono insospettatamente frequenti... Tipo ogni tre
minuti.
Mio marito si sveglia, ovviamente: nell'ultimo mese ogni mio
movimento notturno (tipo il girarmi da un fianco all'altro)
provocava in lui un sobbalzo; si sedeva sul letto e sottovoce mi
sussurrava:"... E' ora?"
Stavolta però la sua frase trova risposta: "...E' ora?" "Mah...
Non capisco... Dogliette troppo frequenti per essere così poco
dolorose... O troppo poco dolorose per essere così frequenti...
Acc!!..."
Lui risponde pronto: "Io andrei... Ti ricordi con Niccolò? E se
fai ancora più veloce?" In effetti questa è la mia seconda
gravidanza, e col primo bimbo in tre ore dai primissimi sintomi
tutto si era compiuto. In più mi ci vogliono 35 minuti per
arrivare in ospedale.
Ma sì, andiamo...
Telefono a mia suocera che si precipita a casa (qualcuno dovrà
pur esserci quando il primogenito si sveglierà...); mentre io
con la mia calma metto in borsa le ultime cose, noto che mio
marito e sua madre mi guardano ansiosi: "Beh??? Ne hai ancora
per molto??" (Uff... Sono così bella rilassata, devono essere
gli altri a rompermi le scatole...?)
Ore 6:05 - Partiti. "...Oh,no...! Siamo senza benzina!" dice mio
marito. "E che problema c'è?" - dico io - "Fermati a farla!"
Ore 6:30 - A circa 10 km dall'ospedale avverto una contrazione
che finalmente si possa chiamare tale... Dopo un minuto eccone
un'altra... Cavoli, non è possibile, sono come un Porche:
da zero a 100 in 10 secondi!! Comincio a desiderare di arrivare
a destinazione in fretta, ho un brutto presentimento...
Ore 6:45 - Salgo
le scale dell'ospedale (correndo, tra una contrazione e
l'altra!) Arrivo in reparto, entro in sala travaglio,
l'ostetrica mi visita. "Signora... Spinga, c'è la testa,
dilatazione completa".
Oddio, non è possibile... E io che volevo starmene a casa ancora
un po'... Che madre snaturata!! Quei sessanta secondi di tregua
che avevo pochi minuti prima, in realtà ormai si sono ridotti sì
e no a cinque o sei secondi, bruciati da rinnovate e sempre più
vigorose spinte.
Il gran finale Ore 7.10 - La mia piccola topolona è nata, e in
men che non si dica ecco qui che ti ritrovi un essere fucsia e
urlante sopra alla pancia...
Sintesi del parto: avvenuto in sala travaglio... perchè ormai se
mi spostavo la bimba cadeva per terra.
Niente esami, niente elettrocardiogramma, niente monitoraggio...
perchè non c'era il tempo.
Niente sangue durante il parto, niente lacerazioni, niente
punti. Appena partorito, sono andata a fare pipì e poi me ne
sono andata in stanza a piedi.
Dopo un quarto
d'ora, quando mi hanno riportato la mia topolona bella pulita e
profumata, dietro due infermiere arrivano un dottore, la
ginecologa, l'ostetrica e il pediatra, tutti osannanti a quella
che avrebbero poi definito "La signora del parto perfetto"...
Ore 7:45 - Mentre la topolona succhia vigorosamente, mi metto al
cellulare e mando a tutti l'annuncio: "Ennata, ennata la
creatura!!" i cui destinatari replicano: "Evviva, evviva la
creatura!!"
...Beh, un tale evento va anche un po' stupidamente celebrato,
no???
Infine... sono stata l'unica mamma nel 2004 ad essere stata
dimessa da quell'ospedale già il secondo giorno!!!
Nella foto Andrea nel momento in cui è venuta al mondo: perfetto
il tempismo di mio marito!!! Nelle altre foto: Andrea oggi e
tutta la famiglia!
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LUNEDI 29 GENNAIO 2007 (38 settimane + 5 giorni)
Ultima visita di controllo dal ginecologo dottor T. Gli
riferisco che da qualche giorno ho delle perdite trasparenti, come di acqua,
che scendono goccia a goccia più volte al giorno.
Senza allarmarmi minimamente, il dottore contatta una
collega affinchè esegua un test chiamato “prom”. Occorre infatti verificare se
le perdite siano o meno di liquido amniotico e al contempo eseguire il tampone
preventivo prima del parto.
Veloce ecografia, test, tamponi. La dottoressa contatta
di nuovo il dottor T. e gli riferisce che l’esito del test è positivo.
Più tardi il dottor T., con la sua tranquillità
proverbiale, mi spiega che ha già predisposto il ricovero per indurre il
travaglio l’indomani. E’ il caso di intervenire prima che il liquido rimasto
diventi insufficiente per la vita del piccolo (o piccola?), inoltre mancano
davvero pochi giorni al termine della gravidanza.
Sono sorpresa: tra tutte le possibilità, questa era
forse l’unica a cui non avevo pensato.
Una ginecologa compila la mia cartella clinica e mi
spiega che cos’è l’induzione farmacologica di travaglio. Si tratta di un gel a
base di prostaglandine, l’ormone che il corpo produce naturalmente alla fine
della gravidanza. Si applica tre volte, una ogni sei ore, ed ha lo scopo di
preparare l’utero al parto ed indurre le contrazioni. Nel mio caso
anticiperebbe semplicemente quello che sarebbe successo a giorni.
Spesso la prima applicazione non ha alcun effetto,
mentre a volte, seppur raramente, occorre ripetere le applicazioni dopo una
pausa di 12 ore se le prime tre non agiscono.
Spero che vada tutto bene.
Mi trovo proprio di fronte alla sala parto, e in poco
tempo vedo uscire tre bambini. Con me ci sono la mamma, il papà e mio marito
Luca. Qualche telefonata veloce e qualche sms alle amiche, sono già tutte
pronte a fare il tifo per me e le sento davvero vicine.
Durante il monitoraggio resto finalmente sola con Luca.
Non amo particolarmente gli imprevisti, quindi non
riesco ad essere felice come vorrei. E’ successo tutto in poche ore: pensavo
di tornare a casa dopo la visita invece devo restare al policlinico. Domani
sarà una giornata tutt’altro che leggera e ieri notte non ho dormito. L’unico
pensiero che mi consola è che non più tardi di domani sera con me ci sarà un
bel folletto!
La mia compagna di stanza si chiama Pierangela, è
giovane e parla con un’infermiera del suo parto difficile. Scelgo di non
ascoltare, anche se è impossibile.
Mi sento davvero triste e non ho voglia di fare
conoscenza con lei anche se ha l’aria di essere molto simpatica. Luca non è
con me ed è la prima volta che dormiamo separati.
Auguro a me stessa che domani vada tutto bene e cerco di
dormire, ma sono troppo pensierosa. Inoltre Pierangela durante la notte è
costretta a chiamare più volte le infermiere. Entrambe non riusciamo a
riposare.
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IL RACCONTO DI
NADIA

Oggi ho un po' di tempo ed ho deciso di
raccontarvi la mia bellissima esperienza del secondo parto.
Era il 24 agosto ed io ero già molto insofferente nonostante il termine
fosse previsto x il 28. ho già un figlio che aveva quasi tre ani e mezzo, e
prendersi cura di un bimbo esuberante come lui non è x nulla facile con il
pancione!
Anche quella mattina abbiamo fatto i nostri giretti quotidiani. Un giretto
al parco, panettiere, supermercato. Rientrati in casa la solita doccia e poi
un riposino megaveloce prima di preparare il pranzo...
Invece... Dopo circa 5 minuti che ero sdraiata sul divano sento una fitta
accompagnata da un rumore che già conoscevo. Si è rotto il sacco amniotico!
Combinazione giusto giorno precedente ero andata dal ginecologo che mi ha
raccomandata di andare subito in ospedale nel caso si fossero rotte le
acque. Allora ho messo Rich a giocare con i penarelli, sono andata in bagno
ad "imbottirmi" di assorbenti da notte (scomodissimi! ) ed ho chiamato la
suocera (prima lei perchè è la persona più lenta del mondo...) e poi mio
marito. Sono arrivati contemporaneamente. Finalmente siamo partiti. Avevo le
contrazioni forti e regolari. Ero contentissima! Dicevo, finalmente ci
siamo!
Siamo arrivati in ospedale verso l'una e mi hanno ricoverato x la rottura
del sacco amniotico. Mi visitano e mi deludono...signora lei è solo a un cm
di dilatazione. non è ancora il travaglio...Il tracciato conferma che ci
sono le contrazioni, ma non quelle giuste. Infatti durante il tragitto le
contrazioni da forti sono diventate deboli e anche più distanti un dal
altra...Ho pensato che ci sarebbe voluto molto tempo, come per il primo
parto...
Mi hanno ricoverata comunque dicendomi che se il travaglio non fosse partito
entro breve, mi avrebbero dato gli antibiotici x prevenire l'infezione del
liquido amniotico.
mi mettono nella stanza e mi portano il pranzo ( nel primo travaglio mi
avevano impedito di mangiare ed io ero entrata in ipoglicemia )
Comincio a mangiare ed arriva una bella contrazione che mi fa quasi cadere
la forchetta di mano....
Mi alzo, respiro, mi risiedo faccio un boccone, e riparte la contrazione...
Tra una contrazione e altra finisco di mangiare. Intanto arriva mio marito
che doveva fare delle commissioni in ospedale. le contrazioni sono
fortissime...ma avevano detto che non fosse travaglio...
intanto passa l'ostetrica, mi guarda e dice. Vediamo come siamo messi.
Mentre mi visita vedo che sgrana gli occhi. Mi dice: Dammi un numero a 1 a
10...ed io dico..4 (erano passate solo 2 ore da quando avevano detto che era
a un cm...) pensando di essere ottimista...
Invece lei mi fa: eh no! siamo a 8 cm!
Mi sono messa a piangere dalla gioia! Ci trasferiamo in sala travaglio ed io
dico, mi raccomando, la vasca! (volevo partorire in acqua)
Ma l'ostetrica mi delude, la vasca è occupata. Quando mi hanno ricoverata
non pensavano che le cose si sarebbero mosse così in fretta, allora avevano
concesso la vasca ad un altra signora.
Che delusione!
Una volta in sala travaglio le contrazioni si diradano e sono anche meno
forti. Mio marito mi massaggia la schiena e turno con l'ostetrica (devo
ammettere che lei era più brava ) Assumo varie posizioni, alla fine mi
spoglio nuda perchè la maglietta mi impedisce di muovermi liberamente.
Chiacchieriamo, Ada mi visita ogni tanto x vedere come procede la
dilatazione e finalmente mi dice che se ho voglia posso cominciare a
spingere. Così comincio pian piano, ma non ne ho molta voglia. Tutto sta
procedendo così velocemente! Alla fine dico basta, ora "ci do dentro" E
comincio a spingere sul serio (ma mi manca comunque lo stimolo che tutte
descrivono, non ce l'avevo nemmeno con il primo parto). Faccio qualche
spinta a muto, ma non ci riesco. Allora via con quel bel urlo liberatorio,
non di dolore, e va molto meglio. Dopo tre spinte sento un gran calore nel
perineo e finalmente vedo uscire la testa della mia bimba che sta già
emettendo dei vagiti
Ancora una spinta ed escono le spalle e tutto il resto. Ada la accoglie in
un panno verde facendo ben attenzione a non far vedere i genitali (non
conosciamo il sesso). Io chiedo se mi fa vedere, e lei sorridendo scopre la
patatina della mia bimba! Sono strafelice! Me la mettono sulla pancia. Il
cordone pulsa ancora.
Alla fine non affluisce più il sangue alla bimba e Ada taglia il cordone
(mio marito si rifiuta...)
Stiamo nella camera x 2 ore solo noi tre. La bimba prende il colostro dal
seno e alla fine si addormenta. Poi il papà la porta a fare il bagnetto, a
me mettono 2 punti di sutura x una lieve lacerazione ( io avevo protestato
perchè la stesa lacerazione x il primo parto non mi venne suturata, ma in
senno di poi apprezzo i punti che mi hanno risparmiato di vedere le stelle
durante la minzione).
Mi rivesto, mi cambiano le lenzuola imbrattate di sangue perchè il mio utero
non ne vuol sapere di contrarsi...
Mi trasferisco in camera e sono pronta x la cena! Mi sembra incredibile.
Passo una notte insonne in preda ad una specie di delirio...
Sicuramente mi capite cosa intendo. E la mattina dopo andiamo finalmente a
casa dal fratellino che ci accoglie con grande gioia. Auguro a tutte le
donne che possano vivere un parto meraviglioso, assistite dalle persone
gentili e comprensibili come è capitato a me. Nadia, Rich e Claudia
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IL RACCONTO DI VALENTINA

ciao
a tutti sono valentina ho 32 anni e sono mamma della piccola giorgia nata il
15/01/2007 a cagliari ospedale civile san giovanni di dio alle 16.00 precise
con parto cesareo,alla 41 settimana piu 3gg!!! sono stata ricoverata il 9
gennaio solamente perchè avevo gia passato la data prevista,così,il mio
ginecologo dott. angiolucci,decise di ricoverarmi per fare l'induzione,,,ero
felice il 10gennaio avrei partorito la mia giorgia,,,,invece,,,l'induzione
nn mi ha fatto effetto,anche perchè nn avevo nè contrazioni ne
dilatazione!!così mi mandano in un'altra camera(ero in sala travaglio). dopo
2 gg mi rimandano in sala travaglio x un'altra induzione,,,,,ma anche questa
và a vuoto !!!nessuna contrazzione nè dilatazione!! i medici che mi
visitavano mi dicevano che la bambina era aggrappata bene alle mie
tonsille!!!! dopodichè ,via dalla sala travaglio ;in un altra camera,,,o dio
basta nn ne posso più"dicevo"!! non riuscivo più a camminare,avevo l'utero
in fiamme;facevo visite di controllo mattina pomerigggio e sera!poi
l'ospedale eè anche università...immagginate quante persone mi hanno
vositato!! dopo la 2 induzione e 5gg da una camera all'altra ,scoppio a
piangere ,mi assalì una fifa tremenda al parto naturale:mi hanno torturato
psicologicamente,avevo assastito e sentito tutti i parti,ero
stravolta!!!volevano farmi la 3 induzione ma io mi sono opposta,,,,,,finchè
il mio ginecologo mi fa una ecograf e nota che la testa della bambina è
molto piccola rispetto al corpicino. il ginecologo ,quindi ,decide di farmi
fare il cesareo perchè aveva paura che facendo un parto naturale la bimba
sforzando,avesse potuto avere problemi neurologici,,,,si fa il
cesareo!!!!ero al 7 cielo!! "signora chiami suo marito che alle 14 facciamo
il taglio!!!!" arrivano le 14 ,,,,niente !!alle 15 arriva l'ostretica che
mi prepara al parto,poi arriva l'anestesista e dopo 5 tentativi (altre 5 c
avevano provato le ostretiche)mi trova una vena ,,,mi incanula e,,,via!!!!
mamma mia che sensazione tremenda quando mi hanno tolto dal grembo la bimba
mi hanno dato uno strattone che pensavo di morire,, per un attimo mi è
mancato il fiato!! "ecco signora questa è sua figlia,è proprio bella è nata
con il mascara negl'occhi!!!!" grazie Signore ,è sanissima!!!!
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IL RACCONTO DI BEATRICE
Ciao sono Beatrice, vi
racconto la mia esperienza dall'inizio,
il 20 ottobre 2005 scopro con tutta la gioia di questo mindo di aspettare un
bimbo, non resisto e chiamo mio marito sul lavoro che felicità quasi non ci
crede, poi prenoto la visita dal ginecologo e faccio la prima eco il 9
novembre, con me c'è sempre mio marito, iniziamo la eco e guardando il monitor
dico tra me e me che strano quello che si vede, non era strano perchè mentre
io penso a questa cosa il ginecologo mi dice COMPLIMENTI sono GEMELLI, panico
mi viene da ridere da piangere tante emozioni tutte insieme, mio marito quasi
sviene, la gravidanza prosegue alla grande e arrivo alla 38° settimana,
purtroppo cesareo programmato perchè uno dei bimbi era trasverso e sapevamo
che erano 2 maschietti.
Arriva il fatidico 9 giugno 2006, ore 7 in ospedale e alle 9.15 scendo in sala
operaroria, avevo scelto la spinale mi preparano, non sento niente, poi il mio
ginecologo mi dice siamo pronti tra qualche minuto li sentirai piangere, e
così è stato prima Davide alle 9.46 (2340g) con una voce da tenore piangeva e
si dimenava come se dicesse rimettetemi dentro, solo un minuto più tardi ecco
le urla di Diego 9.47 (2840g), me li mettono vicino sono stupendi, poi mi
dicono che Davide lo portano in neonatologia perchè è un pochino più piccolo
ma dopo 12 ore era già al nido con il fratellino, dopo 4 giorni eravamo tutti
a casa, ed è iniziata la vera avventura, ma è la cosa più bella che mi potesse
capitare, la giornata inizia sempre alla grande con il sorriso dei miei
bambini.
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IL RACCONTO DI GIANFRANCESCO (MAMMA: DANIELA)
Il mio viaggio

E finalmente, per la
gioia di mamma e papà, ci sono anche io…., lo so, è stata dura, ma alla
fine ne è valsa la pena.
Sono nato di martedì, il 24/07/07, alle 15-35,
e ho fatto lo sconto di tre giorni alla mamma sui tempi che le aveva
detto il dottore.
So che per lei non è stata una gravidanza facile,
soprattutto l’ultimo periodo, e io, da lì dentro non le ho certo
agevolato il compito. Io stavo bene, sin dall’inizio, ero al calduccio,
mangiavo e dormivo, ricordo anche che fin quando ho potuto mi sono
girato e rigirato come un pazzo, poi sono diventato un vitellino e lo
spazio si è ridotto, insomma ho cominciato a stare stretto, e anche per
questo ho deciso di venire fuori da lì appena è stato possibile.
Da dentro la pancia di mamma sentivo le voci, la sua e quella di papà,
sentivo però che ripetevano sempre lo stesso nome: Valeria di quà e
Valeria di là. Certo non immaginavano che in realtà fossi un
maschietto…e che maschietto! Ecco perché alla prima occasione ho fatto
in modo che si vedesse bene bene il mio pisellino…..solo che loro
continuavano: Valeria di quà e Valeria di là.
Alla fine ho capito: Valeria è la mia sorellina. Certo l’ho capito quando
oltre alle solite
carezze che la mamma faceva al pancione sono arrivati i primi calci
misti a morsetti e bacini.
Gli ultimi giorni dentro la pancia sono
stati un po’ difficili anche per me, mi sentivo stringere forte forte e
sentivo anche che la mamma non stava bene, e poi, all’improvviso ho
deciso, dovevo uscire da là dentro, così ho incominciato a dare delle
testate verso il basso…dovevo rompere quel sacchetto che mi conteneva…..
ecco… ce l’ho fatta… c’è un buchino…. Ma che succede???, io non ci
passo, va via solo l’acqua… e io? Resto all’asciutto??? , e così che
papà di corsa ci porta all’ospedale. Fuori è buio, sono le 2-30 del
mattino e in pochissimo la mamma viene ricoverata. Io aspetto con
pazienza che qualcuno mi faccia uscire da qua dentro ma passa tanto
tempo e la mamma passeggia, fa la ginnastica, ma nulla..
Ecco che verso le 12 all’improvviso la mamma spara un urlo e io mi sento
stritolare
all’interno della pancia, e così per le successive due o tre ore, ogni
volta sempre più forte. Sento che la mamma vuole alzarsi, vuole
mettersi seduta e poi sdraiarsi di nuovo, lei piange e credo un po’
anche io, ogni volta urla più forte… e quando finisce tutto questo?
E così come è tutto iniziato all’improvviso, di corsa portano la mamma in
un'altra stanza dove mi faranno nascere….. sento infatti che qualcosa
mi tocca la testa….aiahhhh!!! che dolore!!!!! Fa male e mi sento
stringere forte forte la testolina……..e spegnete quella luce!!!!! Io,
abituato al buio la prima cosa che vedo nella mia vita è una luce
intensa……, fermi, dove mi portate? …e la mamma?????
Mi lavano alla meglio e poi mi portano da lei che piange e mi cerca……, sta
ancora
molto male infatti appena mi mettono sul suo petto prima mi bacia sul
musino, mi dice che sono bellissimo e che somiglio a Valeria ( sta
Valeria incomincia a seccarmi ) e poi mi spara un urlo in faccia…, e mi
portano via di nuovo mentre lei mi cerca ancora…..
Vengo infilato in una culletta termica e poi faccio la conoscenza con il mio
papà che si
commuove, quindi mi trasferiscono in una stanza grande grande con tanti
altri bimbi che piangevano e qui attraverso i vetri conosco gli zii e i
nonni. Mi fanno le foto e i filmini e io metto in mostra i miei
splendidi 3.860 kg. Mi chiamano torello, ercolino, ma il mio nome è
Gianfrancesco! Aspetto con tanta pazienza che arrivi la mamma, ma
perché non viene??? Nel frattempo arrivano gli altri nonni che tengono
in braccio una bimbetta bionda, poco poco più grande di me…è molto
bella, mi guarda dai vetri e ha gli occhietti commossi, mi sorride e mi
chiama: Picoo ( piccolo) !!! E Picoo sia….sarà il mio soprannome????
Dopo un po’ arriva lei, la mamma, mi prende in braccio finalmente e…mi
annusa. Mi bacia, mi stringe al petto e poi mi dà da mangiare. Che
bello stare attaccato al seno, non mi sposterei mai da qui… e invece mi
portano via di nuovo. La rivedo il mattino dopo quando nuovamente mi
prende fra le braccia e mi dà da mangiare. Mentre io ciuccio il latte
la mamma mi dice tante cosine dolci e mi tocca i piedini. E poi va via
di nuovo. E così per tutto il giorno, viene mi coccola mi da il latte
e va via. Ma perché non mi porta con lei????
Ad un certo punto però
viene un dottore che mi visita, parla con la mamma e con il papà, dice
che sono sano, bello e forte, mi fanno infilare una tutina azzurra e la
mamma mi mette in una culletta e finalmente mi portano via …..ora si
che sono felice. Arrivato a casa dopo aver mangiato e riposato viene a
trovarmi quella bimbetta bionda, è Valeria la mia sorellina che mi da
un bacino sulla testa….sento che andremo d’accordo! E invece no! Poco
più tardi ecco il primo litigio della mia vita: mi ruba il ciccio dalla
bocca ( in realtà era il suo, io lo avevo in prestito) e si mette ad
urlare: ciccio nou! Ciccio nou!
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IL RACCONTO DI PILLY

Data presunta 25 luglio,
perdo il tappo il 25 stesso ma niente da fare il gine mi fa ricoverare...
qualche piccola contrazione ma di poco conto... . Passa tutto il 25 nella
norma anke se la visita che mi fa mi fa piangere dal dolore e lui mi dice
STAI CALMA CHE STO CERCANDO DI AIUTARTI... lo avrei voluto ammazzare... e
lascia detto all'ostetrica ch'era di turno il pomeriggio successivo di
mettermi il gel il giorno dopo e che lui avrebbe fatto la notte e aggiunge
DOMANI NOTTE L'OSTETRICA AVRA' PAREKKIO DA FARE...
Arriva il 26 e alle17 circa l'ostetrica mi mette il gel, passa poco tempo
e iniziano le contrazioni più forti... mi fanno un sacco di monitoraggi le
contrazioni ci sono ma non sono quelle giuste e passo la notte ad
aggrapparmi alle doghe del letto ad ogni contrazione... ma resisto e non
fiato... il mio gine faceva la notte... mia mamma seduta vicino a me
cercava di tranquillizzarmi ma in cuor mio la paura del parto cresceva...
Arriva il 27mattina e la situazione è identica, mi visita 1cm di
dilatazione... camminavo su e giù nel corridoio aggrappata a mio marito e
ogni 2-3minuti arrivavano le contrazioni dolorosissime, mi fermavo,
stringevo mio marito e lui mi sussurrava RESPIRA FORZA CHE CHE PASSA... al
monitoraggio al picco massimo del dolore la percentuale era di 30%
esagerando e io mi chiedevo SE COSI' DOLOROSE SONO SOLO A 30% QUANDO
ARRIVERANNO A 50%COSA SARANNO?
comunque non succede nulla nella mattinata,dilatazione pochissima e
contrazioni fortissime... il mio gine che aveva finito il turno ma in
previsione del mio parto resta, mi fa andare in sala parto e dopo
l'ennesima dolorissima e fastidiosissima visita x aiutare la dilatazione
mi rompe le acque: ACQUE VERDI CON MECONIO... inizia il mio terrore x la
paura che la bimba potesse soffrire... x un attimo ho pensato CHISSA' MI
FA IL CESAREO ALMENO SMETTO DI SOFFRIRE ma lui vuole tentare fino in fondo
per il parto naturale anke se mi dice C'E' LA POSSIBILITA' CHE TI FAI
ENTRAMBI I PARTI...
mi fa stare sotto monitoraggio e mi dice che da quel momento le
contrazioni sarebbero aumentate....così succede ma la dilatazione è solo a
3cm... sono le14.10 entro in sala parto x l'ennesima visita ma ritiene
opportuno mettermi la flebo x stimolare... la mia famiglia, i miei suoceri
sono li fuori in attesa, non faccio in tempo a msg le amike x
avvertirle...
seduta sul lettino (tipo quello ginecologico ma piu' antico,orrendo e
scomodissimo) arrivano contrazioni ogni minuto dolorose da morire e il
gine mi fa manovre x aiutare la dilatazione, orribili gli avrei voluto
mozzare le mani...
non so descrivere le sensazioni di quei momenti, dolore, paura, panico non
so...
sensazioni mai provate... l'unica cosa che mi fa resistere dal gridare è
pensare che da li a breve avrei avuto la mia vita tra le mani... i dolori
ci sono ma le spinte non arrivano... mio marito mi tiene la mano (alla
fine del parto sembrava l'avessero morso le tigri tanto i graffi e i
lividi ) con l'altra cerco di aggrapparmi alla maniglia ma preferisco la
mano dell'ostetrica a cui tocca la stessa sorte della mano di mio marito
il gine mi diceva ALLA CONTRAZIONE SPINGI spingevo km una dannata ma
stimolo niente... paura paura paura... continuo a spingere nonostante
pochissimo stimolo a farlo e lui mi fa la manovra nn so di ki x e dice
SPINGIAMO INSIEME risultato? Grande livido
il battito della bimba iniziava a scemare...spingi e rispingi, sudorazione
a 10000mila ....e lui fa DAI CHE ALLA PROSSIMA FACCIAMO IL TAGLIETTO
durante le spinte fa effetto il clistere...che vergogna
mio marito con l'unika mano rimasta mi fa vento e mi bagna con una
garza....provo sollievo solo quando l'ostetrica mi fa il bidè perchè
l'effetto clistere è forte coi piedi appoggiati a quei sostegni faccio
forza sulle punte ad ogni contrazione e puntualmente volano x terra le
imbottiture e il gine x sdrammatizzare mi fa TI AVEVO DETTO DI NON
MANGIARE MOLTO ALTRIMENTI MI AVRESTI ROTTO IL LETTINO E COSI' E' STATO
finalmente alle15.20 dopo spinte da svenimento mi sento libera...
E' NATA...ha il cordone intorno al collo ma con gesto fulmineo glielo
toglie, dopo mio marito mi dice che appena è uscita la testa e c'era il
cordone il gine l'ha rispinta dentro e ha tolto il cordone...
...grazie a Dio tutto bene... riesco solo ad aprire un okkio e vedo
un piedino e la farfallina...
mio marito piangeva come un pazzo io nemmeno quello tanta la stankezza...quasi24ore
di travaglio
nel frattempo che mi mette i punti e mi puliscono la puericultrice mi
porta la bimba e come la vedo inizio a piangere...
è l'amore della mia vita...è bellissima...la amo..la adoro...non so come
ho fatto a stare senza di lei fino a 28anni... non ho parole x esprimere
quello che ho provato...la gioia...mi scoppiava il cuore dalla felicità...
a farla breve, ho sofferto tantissimo ma vi assicuro che partorirei
altre1000000000000000 volte ed è vero che il dolore si dimentica...e voi
sapete la paura che avevo... dopo avermi rimessa in sesto mi hanno fatto
tornare in stanza subito coi miei piedi... la cosa che non mi è piaciuta
riguarda l'allattamento x' non mi hanno aiutata nè consigliata e mi sono
uscite subito le ragadi, i capezzoli "scoperchiati", sangue, pus,
dolore... dimenticavo alla nascita MAIRA pesava 3030g( contro i 3800g
stimati dal gine),lunga50cm, circonferenza testa33,5 una modella.
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IL RACCONTO DI GISEL
Eccomi
qui a scrivere il racconto del mio parto.
Sinceramente avrei preferito non farlo, perché in fondo è stata un’esperienza
che mi ha cambiato tante cose dentro ma mi ha anche lasciato addosso un
qualcosa che non so bene definire e che di sicuro devo ancora superare.Spero
pero’ che ripercorrere quei momenti e metterli nero su bianco mi possa aiutare
in qualche modo. Avevo il ricovero programmato per sabato 12 novembre perché
per via del diabete gestazionale e della pressione alta, si era deciso di
indurmi il parto prima del termine. Ero così felice quella mattina mentre
andavo all’ospedale!! Altro che ansia da prestazione o paura del parto.. io
non facevo altro che ripetermi “finalmente ti vedro’”! Bene, passo per
l’accettazione, mi visitano, mi spiegano come sarebbe avvenuta l’induzione e
mi mettono in guardia dicendomi che essa a volte puo’ durare 2 giorni e a
volte puo’ non essere efficace e bisogna procedere a taglio cesareo. Io
ascolto ogni singola parola col sorriso da ebete stampato in faccia pensando
“Si vabbhe…. Ma tanto a me non succedera’ cosi’… io faro’ tutto subito!”. Mi
portano in stanza e mentre sistemo le valige conosco la mia compagna che ha
partorito da poco. La mattinata passa in fretta, tra prelievi sangue e
controlli pressione e glicemia. Si fanno le 12 e non mi hanno ancora indotta…
e vabbhe aspettiamo…. Si fanno le 16 e inizio a spazientirmi… e giustamente me
la prendo un po’ con mio marito che è sopraffatto dall’agitazione forse piu’
di me! A quel punto non ce la faccio piu’ e vado a cercare un medico per
capire a che ora inizieranno. La dottoressa mi dice che hanno intenzione di
indurmi domenica sera o lunedì mattina perché in caso ci fosse bisogno del
cesareo nel week end preferiscono evitarlo… COOOOOOOSA?? Ma come?? Allora che
cavolo mi fate venire a fare qua di sabato??? Ero fuori di me. Mi sentivo
presa in giro ma cosa principale tra tutte avrei preferito farmi un week end
rilassante a casa piuttosto che all’ospedale con l’ansia alle stelle…
Lentamente passa anche la domenica. Mi sveglio lunedì mattina e mi preparo, mi
lavo, dico la mia preghierina, sistemo le borse, ascolto un po’ di musica…
arrivano le 12. La mia dottoressa mi visita e scopre che ho il collo
dell’utero sigillato e la placenta è previa (che non ho ancora capito che vuol
dire ma so che crea difficoltà al parto). Compie delle manovre per cercare di
migliorare la situazione, ma non fa altro che farmi piangere dal dolore…
Allora mi dice “Cicci, secondo me la tua idea del parto naturale è possibile
ma hai un alta percentuale di poter fallire… che vogliamo fare? Ci vuoi
provare lo stesso?” SI. Dopo mezz’oretta ecco che partono con l’inserimento in
vagina di un cartoncino attaccato a un filo, tipo un mini tampax. Dopo qualche
decina di minuti arrivano le tanto attese contrazioni! E finalmente scopro che
quelle avute nei giorni precedenti erano niente in confronto!!! Devo dire che
pero’ ero felice di soffrire! Sapevo che attraverso quel dolore sarebbe
arrivato il mio piccolo, e quindi ogni contrazione la vivevo come un passo
avanti per conoscerlo! Gestivo il dolore con la respirazione ma sbagliavo
perché respiravo troppo velocemente e mi girava la testa e mi faceva male il
petto. Allora l’ostetrica mi ha spiegato che il respiro doveva essere piu’
lungo possibile. Per 12 ore ho avuto le contrazioni, all’inizio ogni 4 minuti
e poi man mano che l’effetto del prostaglandine passava i tempi si dilatavano,
ne avevo poi una ogni 15 minuti. Allo scadere delle 12 ore mi applicano un gel
che dovro’ tenere per almeno altre 8 ore. E così di nuovo per 3 ore
contrazioni fortissime, riuscivo a stento a trattenere le lacrime. Poi di
punto in bianco tutto si ferma! E pensare che avevo appena chiamato mio marito
dicendogli “corri corri che mi sa che ci siamo!”. Ma come?? E adesso?? Corro
dalla dottoressa che mi dice “è normale, le contrazioni che hai avuto erano
solo in risposta al gel, purtroppo pero’ non ti hanno fatto venire il
travaglio vero e proprio”. Ah! E quindi ho sofferto per niente?! Benissimo!
Ero a terra. Speravo in qualche dolorino, in qualsiasi cosa, ma niente! Ecco
che scade il tempo e mi applicano l’ultimo gel. Anche qui stessa
identica storia di prima. Con l’unica variante positiva: le contrazioni
rimangono ogni 10 minuti ma moooolto mooolto soft, quasi impercettibili. A
quel punto arriva un altro medico che mi visita e mi da la favolosa notizia:
“signora, in 28 ore lei si è dilatata di un cm e mezzo, direi che adesso la
lasciamo riposare tutta notte, sperando che si muova qualcosa, altrimenti
domattina decidiamo il da farsi”. Ragazze… non immaginate il mio sconforto. Ho
pianto a piu’ non posso chiusa in bagno di nascosto. La notte credo di non
aver chiuso occhio, in attesa di qualche segnale da parte del mio corpo, che
ovviamente non c’è stato. Alle 10 del mattino del 16 novembre il dottore mi
rivisita e mi dice che la strada da seguire a questo punto è solo quella del
cesareo. Io scoppio di nuovo a piangere e chiedo per favore se è
possibile provare ancora con l’induzione, rompendomi le acque e dandomi l’ossitocina.
E così il dottore, credo impietosito dalle mie preghiere, decide di
consultarsi con il primario e vedere se è possibile venirmi incontro. Mi fa
attendere 10 minuti, nei quali mio marito cercava di convincermi a fare il
cesareo e a non pensarci piu’. Ma non c’era niente da fare, ero decisissima ad
andare avanti col parto naturale se potevo. Arriva il dottore con un bel
sorriso e mi dice “su dai… andate in sala parto!”. Evvivaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ero al settimo cielo!! Entrare in sala parto significava solo una cosa: sarei
uscita di lì col mio bambino!! Thomas sarebbe nato il 16 novembre, in un modo
o nell’altro! Mi presentano l’ostetrica che sarà da lì fino alle prossime 12
ore il mio angelo custode, si chiama Carla, ed è davvero una ragazza molto
dolce. Mi mette subito a mio agio dicendomi che sa gia tutta la mia storia e
che è fiera del fatto che io voglia partorire mio figlio con le mie sole
forze, ma che se cio’ non dovesse essere possibile non dovro’ vederla
assolutamente come un mio fallimento. Mi fa sdraiare sul lettino quello per le
visite ginecologiche, con le gambe all’aria per intenderci! Mi attacca il
tracciato e subito dopo arriva una dottoressa gentilissima che mi dovrà
rompere le acque… Non doveva essere una manovra dolorosa, ma purtroppo nel mio
caso lo è stata e tantissimo perché ero dilatata di solo un cm e mezzo ed era
difficile arrivare alle membrane che oltretutto erano dure e spesse. Ci ha
messo 20 minuti prima di riuscirci. Il mio dolce Luca mi baciava la
fronte e mi ricordava di respirare… ma ero nel pallone piu’ totale e non
riuscivo a fare altro che gridare. A un certo punto sento quest’acqua calda
scorrere ed è quasi un sollievo! Tant’è che subito dopo non ricordavo neppure
di aver sofferto! Ero gia felice perché era un ulteriore passo avanti!!
Partono con le flebo di ossitocina e partono le contrazioni. Quando il dolore
si fa insopportabile arriva l’anestesista e mi pratica la peridurale. Avevo
tanta paura di questa fantomatica punturona e invece devo dire che non mi ha
fatto male! Non appena poi l’anestesia ha fatto effetto è tornato il sorriso
sul mio volto! Sentivo solo i picchi di dolore per ogni contrazione, che
oramai erano ravvicinatissime e lunghe. Ogni due ore mi visitavano e purtroppo
non c’erano mai belle notizie. Il collo dell’utero era sempre lo stesso e non
mi dilatavo. Alle 7 di sera, oramai stremata, stanca morta, sia io che Luca, e
forse anche Tommy, mi fanno l’ultima vista. Il dottore dice “se non sei almeno
di 5 cm facciamo subito il cesareo”. Purtroppo la mia dilatazione era a 3. E
via giu’ con le lacrime a dirotto. Ho fallito pensavo. Non ce l’ho fatta.
Tutto questo è stato inutile. Tutti cercavano di consolarmi ma io non riuscivo
a smettere di piangere. L’ostetrica mi diceva che tutto l’ospedale faceva il
tifo per me, e che l’importante era far nascere il mio bambino senza correre
rischi. Mio marito mi ripeteva che ero stata bravissima e che era fiero di me.
Ma io mi sentivo così male… così fallita. E oltretutto terrorizzata all’idea
di dover subire un intervento. Mi ero sottomessa al dolore, lo avevo accettato
e saputo gestire con dignita’… e per cosa? Per niente. Per niente di niente.
Chiedo a che ora inizieranno e mi dicono che stanno aspettando che arrivi la
mia ginecologa che mi ha avuto in cura in gravidanza, perché vuole essere lei
a praticarmi il cesareo, quindi che tra massimo 30 minuti avrebbero iniziato
ad operarmi. Mi portano in sala operatoria, mio marito mi riempie di baci e io
ancora sono lì che piango e non riesco a consolarmi con niente. Ora che ci
penso non ho fatto altro che piangere per 3 ore!! La mia prima impressione è
stata il freddo! La sala operatoria era congelata!! Continuavo a tremare anche
dopo che mi avevano messo su una specie di scaldotto di plastica! In
attesa che arrivassero i chirurghi mi hanno disinfettato la pancia e gli
anestesisti mi cercavano delle vene da poter bucare. Purtroppo non ce n’erano
sulle braccia perché nei giorni precedenti me le avevano gia rotte tutte le
infermiere in reparto, quindi hanno iniziato a tastarmi il collo… NOOOOO IL
COLLO NOOOOOOO! A tutti i costi volevano convincermi a bucarmi la vena sul
collo, proponendomi un’anestesia locale e dicendomi che non avrei sentito
niente. Ma poi le mie implorazioni di smetterla di torturarmi hanno fatto
effetto e come per magia mi hanno trovato una venuzza sul braccio sinistro!!!!
I due anestesisti erano davvero delle persone squisite, mi hanno coccolata per
tutto il tempo del cesareo e mi hanno descritto per filo e per segno quello
che avveniva al di là del telo verde. Mi fanno l’anestesia tramite il
cateterino messo per la peridurale in sala parto e mi dicono che nel giro di
10 minuti non avrei piu’ sentito dolore dalla vita in giu. Arrivano i dottori,
tra cui la mia dottoressa che mi dice di smetterla di piangere e di
rilassarmi. Sento che vogliono iniziare e allora mi metto a muovere le gambe e
i piedi e capisco che io non sono paralizzata e penso che forse l’anestesia
ancora debba fare effetto e a quel punto grido “GUARDATE CHE IO SENTO TUTTO!”.
L’anestesista mi rassicura dicendomi che io non sarò paralizzata ma non
sentiro’ alcun dolore. E invece qualcosa sento. Sento perfettamente il
taglio cesareo, certo, piu’ che dolore è stato come un leggero bruciore, ma in
quel momento ero così su’ di giri che avevo pure le allucinazioni
sensoriali!!! “ecco hanno appena tagliato!” esclama l’anestesista. Poi a un
certo punto inizio a sentire tirare. Come se cercassero di strapparmi qualcosa
dalla pancia: il mio bambino! Tirano tirano e tirano… e…………………………………… “E’
NATO! ECCO IL SUO VITELLINO!” E sento il suo pianto, la sua meravigliosa
voce e piangendo ormai a dirotto ma stavolta per la gioia esclamo “Mio Dio,
Mio figlio!” e vedo sopra la mia testa il suo culetto e il suo pisellino. Se
ripenso a quello che ho provato in quel momento ragazze… è qualcosa di
indescrivibile. Mai mi sono sentita tanto bene, tanto forte, tanto fiera,
tanto FELICE, tanto COMPLETA! Dico “Portatemelo qui lo voglio baciare” e
allora un’ostetrica mi dice “andiamo a lavargli la faccia e arriviamo subito”.
Saranno passati 2 minuti ma a me è sembrata un’eternità e continuavo a
ripetere di volerlo vedere. Poi non so perché mi è venuto da chiedere “a che
ora è nato?” come se fosse in quel momento per me un’informazione
importantissima!!! Quando me lo portano vedo questo fagottino con due
occhioni grandi così e belli vivaci! Mio figlio. E’ il mio bambino! Mi
appoggiano il suo visino sul mio e ci diamo un bacino in bocca alla
“spiderman” ossia al contrario e pensate che lui mi ha proprio baciata
(pensando che la mia bocca fosse la mia tetta!!!). E poi ci siamo guardati
negli occhi e in quel momento il tempo si è fermato per sempre nella mia
memoria. Sarà il ricordo piu’ prezioso che conservero’ finche’ avro’ vita.
In quel preciso istante ho dimenticato ogni cosa, ogni dolore subito, ed è
vero, il dolore si dimentica! Ragazze, anche se è stata un’esperienza
dolorosa (piu’ dal lato emotivo che da quello fisico), lo rifarei mille e
mille volte, perché non c’è una gioia piu’ grande che dare la vita!
Avevo iniziato questo racconto con la paura di ricordare il dolore, ma ora che
il racconto è finito, mi accorgo che ho ricordato la cosa piu’ importante tra
tutte, quella che mi deve dare la forza per superare tanti pensieri che ho in
questo periodo: ho ricordato il momento in cui è nato mio figlio!
Auguro a
tutte voi di essere felici e di vivere a pieno ogni emozione che il vostro
parto saprà donarvi!
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Il racconto di Nadia
Credo
che sia meglio iniziare il mio racconto dalla sera del 18 gennaio quando,
stanca della pesantezza e del gonfiore dei miei 8 mesi di gravidanza, dissi
a mia madre: “Mamma, non ce la faccio più”. La mia cucciola credo abbia
sentito queste parole perché il giorno dopo alle 7 di mattina vado nel bagno
con dei dolori tipo rosse, tanto che nel sonno pensai che mi erano venute.
Tornai a letto e alle 9 mi alzai stanca di sopportare quei dolori. Andai da
mio padre dicendogli di avere dei doloretti ma di non preoccuparsi, ma lui
(e bene fece) si preoccupò e mi portò al pronto soccorso dove, il tempo di
dare il mio nominativo, mi si ruppero le acque. Inizia così il mio via vai
dalla camera, dove ero stata ricoverata, alla sala monitoraggio. I dolori
erano forti ma sopportabili e verso le 19 di sere iniziano i dolori da urlo…
ogni contrazione era uno strillo. Appena mi dissero che la situazione poteva
anche inoltrarsi al giorno dopo iniziai a piangere dalla disperazione!
Supplicavo ostetriche, infermiere, anestesista e ginecologo di farmi
l’epidurale ma niente… verso mezzanotte ero stremata. Non riuscivo nemmeno
più a piangere! La dilatazione finalmente era quasi completa mancavano
alcune ultime spinte e poi mi avrebbero portata in sala parto. Per aiutarmi
nelle spinte mi hanno fatta accovacciare vicino al letto… un posizione
stupenda per favorire noi povere donne in travaglio! Una posizione così
bella che a momenti non la partorivo lì! Spingo con tutti mi miei residui di
forza e sento la testa che sta per uscire e con urlo dico: “Mi sta
lacerando!”. Allora le ostetriche mi fanno subito stendere sul letto e mi
fanno toccare la testa che era quasi completamente uscita e dopo poco
(finalmente!) vedo il mio piccolo grande amore Eleonora alle 00 e 10. Più
che emozionata ero stordita! Me la stendono addosso e dopo poco se la
portano via. Mi fanno andare in sala parto per espellere la placenta e
mettermi i punti e dopo mi mettono vicino la mia cuccioletta, è bellissima e
piena di capelli! In un attimo il ricordo del dolore è sparito! Accanto al
mio splendore mi rendo conto del grande e bellissimo miracolo della VITA!
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Il racconto di Stefania (più la gravidanza)
Il nostro
matrimonio e il viaggio di nozze sono stati dei momenti bellissimi per me e
Gennaro, non ricordo fino ad allora di essere mai stata così felice in vita
mia. Finalmente, dopo tanti anni di amore a distanza posso stare sempre con
mio marito. Ci guardavamo e ci chiedevamo stupiti se era possibile provare
una gioia e un amore così intensi che ci invadevano il cuore appena aperti
gli occhi e ci tenevano compagnia fino a quando ci addormentavamo.
Verso la fine della vacanza la nausea era all’ordine del giorno, soprattutto
in macchina, con tutte le curve che affrontavamo per visitare i paesini più
in alto. Già in quei giorni scherzavamo sul fatto che stavamo aspettando un
bimbo, sperando da una parte che fosse vero e cercando dall’altra di non
illuderci per niente, in fondo è presto, mica è facile al primo tentativo.
Anche quando siamo saliti a Milano ogni tanto mi assaliva la nausea e quando
mi è scappato di bocca mia madre con gli occhi che brillavano e un sorriso a
98 denti mi ha chiesto “Ma non starai già aspettando un bambino???” e
ridendo le ho detto “Ma va, che dici…” Le nausee però non passavano,
così appena siamo tornati a casa Gennaro ha iniziato a chiedermi di fare il
prelievo per sapere con certezza se le nostre sensazioni erano reali. Io ho
voluto aspettare il 12 ottobre, la data in cui dovevo avere il ciclo e così
abbiamo fatto.
Al rientro al lavoro i miei colleghi hanno iniziato a guardarmi con aria
strana… Secondo loro c’era qualcosa di diverso in me, “Non è che per caso
sei incinta???” continuavano a chiedere, e io, un po’ ridendo gli dicevo che
non lo potevo sapere, che era troppo presto…. Ma il 12 le mestruazioni
non sono arrivate, di solito sono molto precisa… Il primo giorno che Gennaro
era a casa, il 14 ottobre, mi ha fatto il prelievo e l’ha portato ad
analizzare, il dottore gli ha detto che per mezzogiorno potevamo già
chiamare per avere l’esito a voce.
Ero in macchina, aspettavo Gennaro che era in un negozio con lo zio.
Ho chiamato il laboratorio…. Ho chiesto del mio esame e mi han fatto
attendere in linea… “Si signora, è positivo.”
Non lo so cosa mi è passato per la testa in quei secondi… positivo?? Divento
mamma??? Ma è vero??? Sto sognando??? E quando Gennaro si è affacciato al
finestrino e mi ha detto “Allora????” sono scoppiata in lacrime “Amo è
positivo!!! Aspettiamo un bimbo!!!”
Siamo rimasti a guardarci e abbiamo iniziato a ridere, non ci potevamo
credere!!!
Mentre tornavamo a casa ogni tanto ridevamo tra di noi e zio Gino non capiva
cos’avevamo.
L'ultimo mese di gravidanza è stato abbastanza pesante, con i piedi ormai
tipo hobbit; le gambe gonfie fino al ginocchio (il ginecologo continuava a
farmi fare esami sulle urine nel timore che stessi andando in gestosi!!!!);
Gaetano che spingeva... ma verso il mio stomaco, tanto che ogni notte avevo
bruciore di stomaco e non digerivo nulla; emorroidi da paura...
Ho cominciato l'ultima settimana di maggio ad andare dal ginecologo a fare i
tracciati per valutare le contrazioni, due volte alla settimana, ma di
contrazioni mai nemmeno l'ombra..... Gaetano all'ultima ecografia risultava
un po' piccolo rispetto all'età e un po' mi ero convinta che avevano
sbagliato i conti....
Il 29 giugno, ormai alla 41ma settimana di gravidanza, ero ancora sul
lettino per un nuovo tracciato... sentivo il cuoricino di Gaetano che
galoppava veloce, ma dal volto di Gennaro e di mia madre era chiaro che di
contrazioni non ce n'era nemmeno una. Il ginecologo mi ha visitata e mi ha
detto che non c'erano novità, mentre mi rivestivo è uscito a cercare Rosa,
l'ostetrica che seguiva le partorienti dello studio e quando sono tornati ho
sentito lei che diceva "Dottore vuole parlargli qui o in una stanzetta?"
..... mi si è gelato il sangue... Gennaro pallido come un lenzuolo guarda il
ginecologo.... COSA CI DOVETE DIRE IN UNA STANZETTA??? ..... Be... Mi dicono
che secondo la loro esperienza dovrei sottopormi ad un cesareo... certo,
possiamo ancora aspettare un paio di giorni per vedere se cambia qualcosa,
ma loro credono di no, che arriverei comunque al cesareo... e allora perchè
non farlo oggi stesso... pensateci, noi torniamo tra poco....
Io e Gennaro ci guardiamo e vediamo ognuno negli occhi dell'altro una grande
delusione... Ma come??? Mi han detto che non avrei avuto problemi per il
parto, ho fatto tutto il corso preparto, so alla perfezione come si
spinge!!! E poi mio marito ci tiene tanto a venire in sala parto a vedere la
nascita del suo piccolino... Perchè il cesareo???
Va bene, se alla fine dovrò comunque farlo, che senso ha aspettare ancora??
Gennaro mi chiede se sono convinta e gli dico di si, OGGI NASCERA' MIO
FIGLIO!!!!
Mentre andiamo a casa a prendere la borsa per la clinica nessuno parla;
Gennaro con gli occhi lucidi, un po' la preoccupazione per me e il
piccolo,un po' la delusione... Amore mio mi spiace tantissimo, lo so quanto
ci tenevi ad assistere... Mi sento un po' come se fosse colpa mia che non
sono in grado di partorire spontaneamente.... Poi esclamo "Ma si, dai che è
meglio così!! Vi rendete conto che mi risparmio tutto il dolore delle
emorroidi????" Gennaro mi sorride e mi dice "Hai ragione, dai che tra poche
ore stringiamo Gaetano tra le braccia!!!!"
Alla clinica mi fanno nuovamente il tracciato, mi fanno un'iniezione di
antibiotico e alle 13.30, dopo una meravigliosa depilazione integrale,
saluto tutti e scendo in sala operatoria. L'anestesista mi saluta, poi si
infila gli occhiali e mi dice "Ah, finalmente la vedo!!!" mi mette un ago
per la flebo e poi inizia con l'epidurale... un piccolo buchino sulla
schiena e in pochi minuti non mi sento più le gambe, mi sdraiano sul
lettino, mi coprono con un lenzuolino così non posso vedere cosa mi
fanno.... Sento il ginecologo che parla con l'assistente mentre mi tagliano
e poi mentre tirano a destra e sinistra per far uscire Gaetano e poi
"Allora, 13.45 ..... Ma questo non è mica piccolo!!! Sarà più di 3,5 kg...."
Poi il pianto del mio cucciolo e la puericultrice che grida "3 chili e 7!!!!
"
E finalmente un fagottino mi viene posato sulla spalla "Ecco, stai un
pochino con la tua mamma.." lo guardo negli occhi attraverso un velo di
lacrime e vedo i suoi occhioni grandi fissi nei miei che sembra mi vogliano
dire "MA COSA E' SUCCESSO??? STAVO COSI' BENE LI DENTRO..." Cucciolo non ti
preoccupare, c'è la mamma con te... Dio Mio quanto è bello il mio bambino!!!
Sembra tutto suo padre... CAVOLI CHE EMOZIONE!!! SONO UNA MAMMA!!! UNA
MAMMA!!!
Poi me lo portano via, deve andare al nido a far la visita dal pediatra
mentre io rimango a farmi "ricucire" con un sorriso a 158 denti stampato in
faccia!!!
Quando arriva in reparto ci sono Gennaro, mia madre e i miei cognati che
aspettano...
"Ecco il suo bambino, Complimenti, è un bel maschietto di 3, 7 kg"
"2,7 kg" chiede Gennaro un po' confuso (ma non era più piccolo???)
"No, 3,7 kg"
"Scusi... Ma è sicura che è il mio???"
E finalmente dopo un'oretta me lo portano in camera morbido, caldo, tenero,
dolce e profumato...
Mi sono innamorata...
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Il racconto di Gerbera
La
mia gravidanza è volata via in un battibaleno, anche per come l'ho
splendidamente vissuta, orgogliosa di mostrare la mia panciona al mondo!
Solo una fastidiosa insonnia mi ha tenuto compagnia gli ultimi due mesi, mi
svegliavo all'alba e rimanevo a guardare la tv riaddormentandomi verso le 9
del mattino per un'oretta.
Il pomeriggio del 20 settembre ho l'ultima visita dalla ginecologa che mi
dice "tranquilla, tutto sigillato, non si muove nulla (data presunta il
30\9), sabato vai sicura al matrimonio della tua amica!".
La mattina del 21 settembre mi alzo alle 6.30 in tempo per salutare mio
marito che usciva per andare al lavoro. Vado a fare pipì (che supplizio...),
mi fiondo sul divano e... sento lo slip bagnato... torno in bagno e metto un
salvaslip pensando alle solite perdite che mi hanno accompagnata gli ultimi
4 mesi. Torno sul divano e sento ancora sensazione di bagnato... di nuovo in
bagno e... vedo un rigagnolo di liquido trasparente scendere sulla coscia...
in una frazione di secondo realizzo "LE ACQUE"!!!!!!!!!
Dopo essere andata tre o quattro volte tra bagno e salone girando in tondo
prendo in mano la situazione e telefono a mio marito che in dieci
nanosecondi è di nuovo a casa a girare a vuoto come me...
Allora dopo aver mandato un sms alla mia migliore amica che si sarebbe
sposata due giorni dopo e alla quale avrei dovuto fare da testimone, con
molta calma mi faccio una doccia, metto le ultime cose nella valigia, mi
vesto e con il socio, dopo aver dato un'ultima occhiata abbracciati alla
nostra casa, partiamo per l'ospedale, tra un sacco di battute e risate.
Appena usciti con la macchina dal cancello di casa lo faccio fermare...
avevo messo una maglietta macchiata... sono salita a casa a cambiarmi!!!
Tornata in macchina e ripartiti mi chiama la mia amica (la sposa) piangendo
come una fontana per l'emozione... alla fine ho dovuto parlare con il suo
quasi marito!
Alle 10 sono al pronto soccorso, mi fanno una prima visita e un test sul
liquido e mi confermano che ho rotto le acque e contemporaneamente perso il
tappo mucoso.
Non ho ne' un dolore ne' una contrazione.
Mi fanno mettere la camicia
da notte e controllano il battito di Davide. Tutto ok.
Da li mi fanno salire direttamente in sala travaglio\parto, una bella, nuova
e accogliente stanza con bagno. Sono più o meno le 12. Mi portano pure il
pranzo, immangiabile ma avevo una fame....
Resto sola con il mio giornale e tra le 14 e le 16 ho solo qualche
contrazione sparsa qua e la ma niente di che, dolori mestruali. Verso le
16.30 comincia qualche contrazione più regolare ma ancora accettabile e la
dilatazione è solo 1 cm quindi mi preparo spiritualmente alle ore che mi
aspettano che penso saranno lunghissime. Alle 17 e qualcosa cominciano i
dolori veri... mi arrivano velocemente e tutti insieme e cominciano ad
essere più lunghi e più ravvicinati... Mi riattaccano il monitoraggio ed è
una tortura stare sdraiata con quel coso attaccato
Arriva l'ennesima ostetrica, Luciana, che eleggerò poi come la più tenera e
dolce e brava del mondo che mi dice che dal monitoraggio le contrazioni non
risultano forti come io invece sto dicendo ma dice testualmente
"io ti credo! In quel momento l'avrei
baciata solo perchè non mi giudicava un'esagerata....
Tra dolori lancinanti le chiedo quando mi fanno st'epidurale e lei mi
risponde "ma perchè tu fai l'epidurale?" e io siiiiiiiiiiiiiii ma
quandooooooooo, e lei "ma quando me lo dici????? Ora sei a 2\3 cm di
dilatazione, devi arrivare almeno a 4 ma intanto chiamo l'anestesista così
si prepara con calma tanto ci vorrà ancora un pochino... Quando qualche
minuto dopo arriva l'anestesista (un bell'uomo sui 50, capello brizzolato
con l'aria dell'uomo più buono del mondo...) sono a 5 cm!
In tutto questo avevo dimenticato di riaccendere il cellulare e pensavo
che mio marito fosse ancora a casa perchè mi avevano detto "ti diciamo noi
quando farlo venire" così quando ho chiesto di mio marito mi hanno detto di
dirgli di entrare, io quasi in lacrime gli ho detto che era a casa, Luciana
mi ha detto "fai il numero che ci parlo io se non ce la fai e gli dico di
precipitarsi, anzi invece no, aspetta che passa la contrazione e parlaci
tu"!
L'ho chiamato tra le lacrime perchè pensavo fosse lontano e mi ha detto che
non avendo saputo nulla era fuori dalla sala parto da due ore!!!!!! Sono
scoppiata a piangere dalla felicità, lo hanno fatto vestire ed entrare
proprio nel momento in cui facevo l'epidurale (ore 20 circa) e... l'hanno
fatto mettere in uno stanzino finchè non hanno finito....appena fatta l'epidurale da
5 cm ero passata a dilatazione completa in un baleno... anzi... sentivo un
bisogno incontrollabile di... ehm... fare popò... cominciavano le spinte e...
ragazzi che invenzione l'epidurale... dal momento in cui ha fatto effetto è
cambiato il mondo, ho guardato l'anestesista e gli ho detto "LE VOGLIO BENE,
LEI NON SA QUANTO LE VOGLIO BENE" chiaramente tra l'ilarità generale...
avevo una percezione del dolore ridotta al minimo e sentivo distintamente
l'arrivo delle spinte tanto che avvisavo io quando era ora e ad ogni spinta
un piede su un'ostetrica e uno su Luciana che mi incitava e mi faceva anche
ridere, vi dico solo che ad una delle ultime spinte ho anche commentato
l'urlo che ho cacciato (uno dei duemilioni) dicendo che mi sentivo come la
ragazza posseduta dell'esorcista!
Alle 20.43 è nato Davide. La sensazione dell'uscita della testa e poi del
corpo non la dimenticherò mai. Fa parte di noi.
Davide però non piangeva e in un attimo lo hanno preso e portato dall'altra
parte della stanza e sono arrivati 4 o 5 medici con tutti che si guardavano.
Ha pianto dopo alcuni (non so quanti) secondi di apnea che per me e
il marito sono durati un'eternità. Poi ha pianto......................... e
ora è qui con noi... e lo amiamo lo amiamo lo amiamo!
Abbiamo festeggiato con ostetriche e infermieri con ovetti di cioccolata che
mi aveva portato mio marito, poi dopo avermi ricucita un infermiere mi ha
fatto mettere sulla barella ma avevo le gambe intorpidite dall'epidurale e
sono riuscita a catapultarmi andando a finire a pancia in sotto ridendo come
una matta... lui mi dice "nun s'è mai visto... ha appena partorito e esce
dalla sala parto ridendo come una matta e a pancia in sotto... nun s'è mai
visto...". Io gli ho risposto "dopo 9 mesi che non posso mettermi a pancia
in sotto voglio rimanere così"!!!!!!
Un applauso particolare a mio marito, è stato un GRANDE, non mi stancherò
mai di dirlo e di dirglielo...e a tutto tutto tutto il personale
dell'ospedale San Camillo di Roma, sia in sala parto che in reparto che in
terapia intensiva neonatale (Davide ha avuto l'ittero)....
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IL RACCONTO DI FRANCESCA
La
data presunta era il 18 settembre 2005 ma, dopo una serata in cui mi sentivo
divinamente e stranamente in pace con me stessa, la mattina dell' 11 agosto
(notare la data: esattamente 5 settimane prima del previsto), alle 3.45 mi
sveglio improvvisamente sentendo nella mia pancia un rumore similissimo ad un
"toc, toc, toc" e poi a cascata, la rottura delle acque. Non so come, non
chiedetemi perchè, la sera prima avevo chiesto a mio marito di mettere un telo
protettivo sul materasso, un sesto senso che ha salvato il mio meraviglioso
letto in ciliegio naturale! sveglio mio marito e non faccio a tempo ad alzarmi
dal letto che iniziano le contrazioni. Eravamo tutti e due stranamente calmi,
come in uno stato di catalessi, sembrava che stessimo ancora sognando! Siamo
andati in bagno, mio marito si è fatto una doccia (a posteriori mi ha detto
"non potevo entrare in sala parto senza una doccia prima" - logico no???),
mentre io mi stiravo i capelli con la piastra...ero completamente scioccata,
sapevo che dovevo correre in ospedale ma in quel momento per me era normale
prendermi cura dei miei capelli! comunque, finiti i nostri, per noi
logicissimi preparativi, corriamo in ospedale, io entro, mi chiedono se ho
bisogno di una sedia a rotelle, dico di no, che ce la faccio benissimo ma dopo
2 passi sto per cadere per terra dalla forza delle contrazioni. Mi portano in
uno studio per le formalità e mi fanno pure i tamponi, che io era andata a
fare il giorno prima in clinica ma dei quali, ovviamente non avevo ancora i
risultati... dovevano passare ancora 5 settimane, che fretta c'era??! mi
portano in sala parto, ero da sola a partorire e, vedendo una bellissima vasca
da bagno, ho anche la forza di chiedere di essere messa là. L'ostetrica mi
guarda stranita e mi dice" ma è matta? con le membrane rotte? se ne deve stare
tranquilla nel lettino!". Va beh, mi rassegno, mentre mio marito mi tiene per
mano, le contrazioni diventano sempre più forti. Chiamo a raccolta tutti gli
insegnamenti respiratori dei mille corsi pre-parto che ho fatto e poi comincio
a spingere: 5 spinte, non di più e il mio bimbo alle 6.45 nasce! solo 3 ore di
travaglio, e parto direi totalmente sopportabile (il mio gine, alla visita di
controllo dopo il parto mi ha detto "signora lei è una macchina per fare
figli" - si grazie, ma in cuor mio lo stramaledico, sono al primo figlio e per
ora mi basta e mi chiedo da dove cavolo gli vengano certi discorsi).
Comunque, il mio piccolo strillava come un dannato, pesava solo 2.530 Kg per
48 cm ma stava benissimo anche se era di 35 settimane! peccato però che
abbiamo potuto vederlo solo per un attimo perchè poi lo hanno portato in culla
termica per 24 ore. I punti sono stati la cosa più dolorosa di tutte, perchè
hanno iniziato a darmeli quando l'anestesia non aveva ancora fatto effetto
(che ne so, avevano fretta di fare il cambio turno...) ma subito dopo mi
sentivo alla grande, ero piena di energie, avevo voglia di alzarmi...(la
stanchezza spaventosa mi è scesa solo qualche ora più tardi e mi è durata poi
parecchio! altro che!). L'unico rammarico che ho, è che è successo tutto così
improvvisamente e velocemente che non ho potuto avvisare la mia mamma, i miei
suoceri e in più, tutti i miei parenti più stretti erano in ferie (giustamente
era l' 11 di agosto). Vi assicuro però che, anche se dietro un vetro,
magrolino, con un berrettino e un pannolino che sembravano per un gigante,
Enrico era per me la cosa più bella e meravigliosa che avessi mai visto in
tutta la mia vita!
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Il racconto di Carmen

Inizio col dire che al settimo
mese di gravidanza, a causa di contrazioni, che io peraltro non avvertivo, la
ginecologa decide di mettermi a riposo e di farmi smettere di lavorare. Tutti
mi dicevano che avrei partorito prima del termine e invece, a 41 settimane + 2
giorni avevo ancora il mio bel pancione che mi aveva fatto prendere ben 15 kg.
Meno male che sono altra 1,74!!!!!
Dopo diversi monitoraggi praticamente piatti, la ginecologa decide che è
giunto il momento di fare nascere la cavallina che scalciava dentro me a
qualsiasi ora del giorno e della notte. Mi ricovero il giovedì mattina di
giorno 9 marzo 2006.
Mi fanno la visita e decidono di inserirmi una specie di gel per far partire
le contrazioni. Alle 19 di sera ancora calma piatta. Dico a mia madre che se i
dolori del parto sono questi ce la posso tranquillamente fare!! La notte le
cose cambiano. Dopo una visita fattami dal ginecologo di turno comincio ad
avvertire dei dei doloretti, fortunatamente sopportabili. Il mattino seguente,
dato che la situazione sembrava sempre la stessa decidono di eseguire lo
scollamento delle membrane. Da lì inizio ad avere contrazioni ogni cinque
minuti per tutta la giornata. Non faccio altro che camminare avanti e indietro
per il corridoio. Alle 18 il medico di turno, nonostante avessi soltanto 2
cent. di dilatazione, decide di farmi scendere in sala travaglio - parto. Poco
prima di scendere, appena vedo tutti i miei parenti venuti a farmi visita,
presa dallo sconforto e dalla stanchezza, scoppio a piangere. Pianto
liberatorio direi, perchè mi ha fatto scaricare tutta la tensione dei dolori
accumulati durante la notte precedente e la giornata. In sala travaglio parto
trovo le ostetriche con cui ho fatto il corso pre parto: gentilissime e
rassicuranti. Fanno entrare mio marito armato di camice, cappello e copri
scarpe verdi (sembra un visitor), mi visitano diverse volte ma la situazione
sembra non cambiare, solo 2 cm e la testa della piccola non vuole scendere. Mi
danno la palla per aiutarmi nelle contrazioni e dicono a mio marito che
sicuramente ne avrò per tutta la notte e quindi decidiamo di rimandare i ns
parenti a casa.
La situazione cambia alle 21 quando cambia il turno dei medici. Il ginecologo
di turno mi visita e decide di rompermi le acque. Da qui "iniziano le danze":
contrazioni allucinanti ogni 5 minuti. Forse ho lo soglia del dolore un pò più
alta delle norma perchè riesco, anche se a faticaaaaa, a sopportarle con la
respirazione e senza emettere nemmeno un urletto. Mi ricontrollano dopo un pò
e li vedo preoccupati perchè la testa della bimba è sempre troppo alta:
"facciamo il cesareo? Continuano a consultarsi su questa eventualità ogni
volta che tornano a visitarmi. Alla fine, alle 23,30 l'ostetrica di turno dice
che secondo lei in un'ora posso farcela. Comincio così a spingere. Lo faccio
per un'ora, infatti alle 00,25 nasce la mia piccola Adry. La testina non
scendeva perchè aveva un giro di cordone intorno al collo. Appena la pesano
esclamo un bel "porca pupazza" e faccio ridere tutti. La signorina pesa ben
3.880 kg. Mi ricuciono per quasi un'ora ma ormai non mi importa più nulla.
L'indomani mattina ho la faccia mostruosa a causa dei capillari rotti, mi
muovo a fatica per tutti i punti che ho avuto, ma sono la persona più felice
del mondo insieme alla mia piccola Adry.
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Il racconto di Vojka
EH BEH SI! UN VERO DELIRIO,
ALTRO CHE TRAVAGLIO FU UN DELIRIO
Alla 38ma vado a fare un ultimo controllo e
una ultima eco per controllare il peso del bimbo. La ginecologa mi dice, “il
peso è buono ma cerca di tenerlo in pancia ancora una decina di giorni. Stai
a riposo, e ci vediamo la prossima settimana!” era mercoledì 5 ottobre 2005
me lo ricordo come fosse ieri. Vado a casa e per giorni tutto a posto niente
di nuovo solo qualche calcetto in più e l’impazienza di conoscerlo, anche
perché mi ero voluta tenere la sorpresa del sesso del bambino. La mattina di
domenica 9 sento i primi dolori, mi spavento, prendo un buscopan come mi
aveva prescritto la dottoressa, chiamo mia sorella e lei mi dice che se non
fossero solo preparatorie non le parlerei con tanta lucidità. Carlo un altro
po’ già aveva allertato anche l’eliambulanza, visto che sono al 4 piano. Il
giorno seguente qualche altra contrazioncina ma molto breve e a distanza di
ore e tutti mi dicono di stare tranquilla. Vado a nanna e tutto a posto. La
mattina alle 8.30 mi sveglia una contrazione del 3 grado della scala
Mercalli , e io mi trovo in una piscina olimpionica di liquido amniotico.
Comincio a bussare al muro come una ossessa per il dolore, in preda al
panico perché 1) sapevo che non avevo terminato la serie di esami per
epidurale, la mattina dopo avrei dovuto fare esame cardiologico 2) mia madre
invece di calmarmi era più agitata di me. Arriva mi porta i vestiti, mio
padre mi mette le scarpe e io cerco di respirare, di non perdere il
controllo e chiamare mia sorella per assistermi e mio suocero per avvertire
Carlo che stava andando al primo giorno di un nuovo lavoro. Arrivo
finalmente al piano terra e mio padre mi da la triste notizia, la macchina
non è nel parcheggio grande, devo passare per la strada. Arrivo al portone e
incontro una vicina che mi sa che tanto sana non è, che mi dice” che è il
momento? Come ti senti? Sei emozionata?” E io tipo la bambina
dell’”esorcista” le rispondo”ma sei cretina? Sto andando a partorire levati
dai piedi c…zo” , entriamo all’ospedale e sti scemi ci fanno fare una strada
tutta buche e radici per raggiungere il blocco parto e lì tiro giù tutto il
calendario in lacrime per il dolore, perché mio padre sbaglia due volte
tragitto e mi sottopone ancora al supplizio della strada tutta buche.
Finalmente vedo la luce, o meglio un’ostetrica, che mi accoglie sorridente,
e in quel momento mi sembra di vedere la Madonna, venuta a soccorrermi dai
due invasati, i miei genitori in preda al panico. Vengo portata in
sala travaglio e stesa sul lettino, cerco di controllare il respiro ma
nulla ad ogni contrazione per nervosismo trasmesso dallo spavento iniziale
della mattina mi contraggo. Arriva la dottoressa e mi dice che sono già
dilatata di 5 cm e che farò presto, di tenere duro, perché così tutto andrà
liscio e smetterò presto di soffrire. Mentre mi montano flebo e monitoraggio
finalmente arriva l’unica persona lucida della mia famiglia, mia sorella,
abbardata come un chirurgo di ER e pronta ad assistermi. L’ostetrica le
suggerisce per aiutarmi nella ventilazione di avvicinarmi la mascherina ad
ossigeno e farmene aspirare un pochino dal naso, senza attaccarla al viso e
quando mi vede stanca, lei allora che spero ha capito tutto, la prende e me
la piazza vicino, io stremata mi ci incollo con tutta la bocca. L’ostetrica
si gira e mi trova inebritata come se mi fossi appena fatta due canne d’erba
e fa a me “che sei matta? Ma è troppo così l’ossigeno!” e io le rispondo”
che dici? Sto tanto bene ora mi sento me…” e le vomito lì per terra. Nel
frattempo mia madre che correva per blocco parto a portare il corredino per
la creatura, viene scacciata via dal blocco parto,, finalmente!!! Poi mi
manda un’infermiera che durante la contrazione più lunga e dolorosa mi
chiede” sua madre voleva sapere il pin del suo cellulare signora” e io sono
pure riuscita a darglielo almeno così non pensavo al dolore. Finalmente dopo
due ore di delirio e dolori mi dicono che posso iniziare a spingere e tutti
a dirmi “signora come se fa la cacca ma in avanti” e io spiego che sono poco
puntuale con intestino, mia sorella poetessa fa” mbeh se sei stitica sei
allenata a fare gli sforzi però devi farli in avanti”! Io a quel punto
convinta di essere circondata da una manica di matti tra cui un altro
ginecologo con due mani grosse come quelle di un contadino che mi schiaffa
una mano in vagina pensando bene di sentire come era incanalata la testa
della creatura mi fa emettere la seguente espressione “Aho ah matto? Mo
perché c’hai la barba te credi de esse Dio! Giù le mani dalla mia patata!” A
quel punto hanno capito che ero completamente andata nel panico, mi hanno
trasferito in sala operatoria e messa ko, con l’anestesia totale, prima di
addormentarmi ho detto grazie poi il buio… e finalmente sveglia ho saputo
che era un bel maschietto! Il mio ometto di 2760gr per 45 cm di lunghezza!
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Il racconto di Alice

Il 20 settembre, quattro
giorni prima della d.p.p., sono andata a fare il consueto monitoraggio. La
ginecologa mi aveva già prospettato la possibilità del cesareo, vista la
posizione e la dimensione della bimba. E infatti, dopo il monitoraggio, una
visita, un'ecografia... mi dice di andare a prendere subito le mie cose
perchè mi avrebbero ricoverata subito! E così mi sono ritrovata con le
guance bagnate di lacrime senza sapere se stavo piangendo di gioia (era
davvero arrivato il momento!), di fifa (la mia prima operazione chirurgica!)
o per l'emozione... probabilmente tutte e tre! Alle 17.00 ero già in clinica
col mio affettuoso maritino-quasipapà, frastornata per la velocità con cui
gli eventi mi stavano trascinando.
Appena mattina, il quasipapà è
arrivato armato di videocamera e macchina fotografica... gli infermieri mi
hanno portata in sala operatoria con la barella e io piangevo e
ridevo insieme come una
matta. Ho giusto il tempo di raccomandarmi con l'ostetrica Gabriella, una
persona meravigliosa, di permettere al papà di fare il filmino al momento
del bagnetto, perchè io non avrei potuto assistervi.
Flebo, anestesia spinale e formicolio
alle gambe... ci siamo! Mi sono sentita strattonare di qua e di là fino a
quando... "eccola!" e poi "nguèèè!" O mio Dio, è un sogno?!?! Per quanto
tempo ho aspettato questo momento! "Giorgia! Giorgia! Sono io! Sono la
tua mamma! Piccina! Come sei bella!" Sono riuscita a vederla solo per pochi
secondi, perchè l'hanno subito portata a lavare, vaccinare, misurare ecc...
però... che bella! Perfetta, come una bambolina di porcellana! Avevo
scommesso con l'ostetrica che avrebbe avuto tanti capelli neri, visto che
sia io che il papà eravamo nati entrambi con una bella chioma, e invece...
una boccia di biliardo! ahahah!
"Giorgia, Giorgia!" e giù lacrime a
fiumi! In effetti credo di aver stabilito il record per quanto ho pianto!
Pianto e riso insieme! Un sogno diventato realtà: la avevamo cercata per
tanto tempo... visite, esami, controlli, cure ormonali... ma non arrivava
mai. Tanto che io, ad un certo punto, sono crollata e ho interrotto tutte le
cure... avevo perso le speranze! Mi sono venuti i calcoli ai reni e subito
dopo una brutta influenza... e quindi un "ritardo". Era normale pensare che
fosse dovuto al fatto che stavo male... e invece no: era LEI!!! Il mio
racconto vuole essere anche un incoraggiamento a tutte le aspiranti mammine
che stanno perdendo le speranze: quante volte mi hanno detto "vedrai che
quando meno te lo aspetti...!", ma io non ci credevo! :-)
Quando me l'hanno portata in stanza,
con quel vestitino che le avevo scelto con tanto amore, avevo una tale
voglia di gridare la mia gioia a tutto il mondo! "Che bella! E' bellissima,
vero?" sono le uniche parole che riuscivo a spiccicare, col nodo in gola per
la commozione! 3,3 Kg per 50 cm, ecco quanto misura la felicità!
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Il racconto di Sara
Verso le 17 del giorno
Venerdì 20 Gennaio 2006 mentre mi vesto per uscire ho una perdita che fa una
pozzetta sul pavimento della camera da letto..vado all ospedale dove di
turno c’è la mia ginecologa che “mi facilita le cose”. Dopo vari esami e
visita confermano che si tratta di liquido amniotico e mi ricoverano. SBANG….chi
se lo aspettava….diciasette giorni prima della dpp…mi dicono entro 48 ore
devi partorire perché non è sicuro per la piccola rimanere in questa
situazione. Così iniziano i monitoraggi, per controllare se le contrazioni
si avviano con relative visite interne per verificare il grado di
dilatazione e vari interventi volti ad agevolare la velocizzazione del parto
(i più dolorosi); Se ci ripenso mi viene da piangere e mi dico….ne ho
sopportato di dolore..però!
La notte è spezzata,a mezzanotte
monitoraggio,della durata di un’ora circa,alle sei ancora…e così la tensione
accompagnata a stanchezza sale e poi con l’applicazione di una striscetta
che va su fino al collo dell’utero inizia anche il dolore quello delle
contrazioni non più leggere. Sabato notte passo sette ore
massaggiandomi i reni ripiegata su me stessa..ahi ahi. Domenica pensando di
essere ben avviati verso il parto (i tracciati avevano dei bei picchi di
contrazioni)..si blocca tutto.. il corpo si calma e probabilmente rifiuta il
fatto di sottoporsi al parto…indietreggia un attimino!!! Il dottore R.
(magnifico umanamente!) decide di attaccarmi una flebo di ossitocina verso
le diciotto e dice: “TUA FIGLIA ENTRO STANOTTE DEVE NASCERE”.In quei momenti
ero un misto di eccitazione e timore …quasi mi sembrava di vivere in terza
persona il tutto e non mi chiedevo come sarebbe andata ..facevo e basta..!
GIOIA (questo è il suo nome)
nasce alle 22.07 della sera stessa, all’improvviso dopo la rottura del sacco
vitellino che precedeva la sua testolina sopra all imbocco della
vagina….iniziano delle contrazioni dolorosissime alle quali non resisto ed
inizio ad urlare: “FATEMI L EPIDURALE..!!!” per cui mi era già stato
inserito il cateterino nella schiena..e il mio compagno…”Sei solo all inizio
devi resistere!” invece fortunatamente erano quelle finali..sfidavo io se
quelle erano le contrazioni del principio chi ci resisteva fino alla
fine???!!!Alle mie urla accorrono l ostetrica , il ginecologo e il
personale: Via si trasforma il lettino da travaglio nella poltrona da parto.
“Non ti facciamo l epidurale stai già per partorire”. “Allora le mie spinte
incontrollabili erano
motivate!!??!!”.E vai che spingo..tre spinte finali..il
crapino di Gioia..”La vuoi vedere?” “No dopo”-“Ma perché non
piange?”-“Aspetta”-“Ha i capelli neri”(nevvero sono castani e lisci come i
miei!). Seconda spinta..il busto. Terza gambine e ECCOMi MAMIIIIII!!!!!!!!!
Piange flebilmente,me la accoccolano tra le braccia sul ventre ancora legate
dal cordone ombelicale, “La vuole?” “-Certo che la voglio”e intanto il
ginecologo mi cuce la lacerazione del perineo.. che male miseria!!! La mia
piccola ha la crosta lattea in testa ed è la cosa più bella che io abbia mai
visto in vita mia. La GIOIA mai provata prima. Allo staff della sala parto
dico: “io ne faccio altri 30 di figli”..l ‘ostetrica dice “mai sentita una
mamma che dopo il parto dica così!!!”…io sono euforica. Dopo circa 2 ore mi
riportano a letto e alle 6 mi portano Gioia che si attacca al seno. Continua
il nosro scambio di vita. La sensazione è straordinaria.
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l racconto di Daniela (raccontato dalla bimba!)
Sono nata di venerdì, alle 1.48 del mattino del 14
ottobre del 2005. In realtà il mio viaggio incomincia molto tempo
prima, perché vivevo nei sogni di mamma e papà già da tanto, solo che
ancora non esistevo.
La mamma provava ad immaginarmi, mi voleva
cicciona e calva! Papà voleva un maschietto. Invece sono arrivata io,
e dai baci che ricevo ogni millesimo di secondo credo proprio di non
averli delusi!
Dicevo quindi che sono nata il 14 ottobre, però mamma e
papà sapevano della mia esistenza da un pò di tempo, infatti sono stata
un ottimo regalo di San Valentino. Quella mattina la mamma ha fatto il
test di gravidanza e dalle urla e dai pianti ho capito che avevano
scoperto della mia esistenza. Infatti poco tempo dopo è andata dal
dottore che mi ha fatto la mia prima foto: ed è così che con le
sembianze di un fagiolino di pochi millimetri sono comparsa per la
prima volta nella vita dei miei genitori.
Devo dire che i nove mesi
trascorsi nella pancia di mamma non sono stati niente male: dormivo,
mangiavo e tiravo calci. Spesso poi mi veniva il singhiozzo, e ricordo
in particolare modo una notte in cui la mamma ha avuto un incubo. A
momenti mi partoriva! Ho fatto tre o quattro capriole nella pancia
dallo spavento!
Gli ultimi mesi di gravidanza sono andata al mare e ho
iniziato anche a fare la ginnastica. Da dentro la pancia sentivo le
voci e i sapori. C’era la voce di papà che mi cantava delle canzoncine
e di mamma che mi parlava. Quanto ai sapori ricordo che uscivo pazza
per il gelato!
In questi nove mesi sono stata veramente tanto
coccolata, l’unica cosa che non riuscivo a capire era perché spesso mi
sentissi chiamare Andrea! Eppure si sapeva che ero una femminuccia,
avevo fatto in modo che su questo non ci fossero dubbi mettendomi in
posa quando il dottore mi faceva le foto!
Ma adesso veniamo al momento
più bello: quello della mia nascita. Tutto è incominciato alle 5.30 del
13 ottobre quando a mamma si sono rotte le acque. Io non ho sentito
nulla, so solo che si è alzata dal letto e insieme al mio papà sono
andati in ospedale. Immediatamente la mamma è stata portata in sala
travaglio da dove ne è uscita il mattino dopo. Per tutta la durata del
tempo io ho dormito, tant’è vero che i medici erano preoccupati e le
ostetriche hanno fatto di tutto per svegliarmi.
A causa della mia
sonnolenza la mamma è stata messa su un lettino e le hanno collegato un
apparecchio per misurare il battito cardiaco del mio cuoricino.
Le
contrazioni sono arrivate nel pomeriggio, ed è lì che un pò mi sono
svegliata, infatti mi sentivo spingere verso il basso e non capivo il
perché. Questa sensazione fastidiosa è andata sempre aumentando fino a
quando ho capito che la mamma si era alzata dal letto. Ma perché
incominciava a fare ginnastica?
Ad un certo punto mi sono sentita
schiacciare e spingere verso il basso. Non capivo perché la mamma
gridava ma ho iniziato ad avere paura! La paura è diventata panico
quando ho aperto gli occhi e davanti a me non ho più visto la placenta
ma le facce sorridenti di medici e infermieri. A quel punto ho gridato
anch’io, ma così forte che mi sono sentita scoppiare i polmoni.
Mamma
che freddo! Non ero più nella pancia calda e morbida della mia mamma,
mi trovavo in una stanza luminosa e piena di gente. Subito sono stata
presa dai piedi e sbatucchiata un pò! Mi hanno infilato qualcosa nel
naso e poi mi hanno appoggiato sul petto della mamma.
Come è diversa
vista dall’esterno! Si è commossa appena mi ha visto e mi ha baciato
sul musino. Volevo stare di più con lei…, per conoscerla meglio…, per
farmi vedere, infatti tenevo gli occhi spalancati per guardarla bene,
ma l’infermiera mi ha portato via. Lei è rimasta in sala travaglio per
altre due ore mentre io sono stata messa in una stanza con tanti altri
bambini. Lungo il tragitto ho però conosciuto il mio papà e anche lui
si è commosso. C’erano altre persone che mi guardavano e ridevano. Ora
ho capito che erano i miei nonni paterni e materni.
L’incontro con
mamma c’è stato poi al mattino dopo, quando dopo avere subito l’onta
del bagnetto notturno, della visita del dottore e della vestizione (mi
hanno messo un pannolone grandissimo tra le gambine e un completino
rosa enorme) finalmente si sono decisi a portarmi da lei. So infatti
che anche mamma non vedeva l’ora di avermi fra le braccia. Solo che un
pò la stanchezza e un pò lo stress sono arrivata da lei dormendo.
Appena però mi ha preso in braccio mi sono svegliata e l’ho guardata
con i miei occhietti belli. Lei si è messa a piangere…io invece ho
starnutito!
Fatta conoscenza finalmente si sono ricordati di farmi
mangiare. E’ stata per me un’esperienza strana perché fino ad allora ho
sempre mangiato attraverso un tubicino che era collegato al mio
pancino, ora invece mi ha infilato il seno in bocca. Ho così finalmente
assaporato un pò di latte. Ma che stanchezza dover ciucciare! |
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Il racconto di Annalisa

Mi
chiamo Annalisa, ho 21 anni e sono mamma di un bellissimo bimbo di 5 mesi e
mezzo, Dennis. Il mio parto è stato lungo, duro ma bellissimo, il giorno più
bello della mia vita. Ho scoperto di essere incinta il giorno di Natale. La
mia dpp era prevista per il 24 agosto. Avendo avuto problemi di anemia e
poco peso in gravidanza il ginecologo che mi seguì negli ultimi 2 mesi
decise di farmi ricoverare prima, il 22 agosto, al reparto di Patologia
Ostetrica del Policlinico Gemelli di cui lui è primario. Lì ogni giorno
facevo i tracciati, le contrazioni c'erano ma niente si smuoveva... alla
visita del 23, quando ero a 39+6, c'era un solo centimetro di dilatazione.
Quando ho iniziato a superare le 40 settimane ho incominciato ad
innervosirmi, ero stufa di stare lì dentro senza che nulla accadesse, volevo
farmi indurre il parto ma i medici si rifiutavano, dicevano che si sarebbe
smosso tutto da solo (lì aspettano fino a 42 settimane finite!). Martedì 29
agosto ho iniziato ad avere doloretti più forti del solito, però sporadici e
irregolari. La notte non ho dormito a causa di questi dolori, il giorno dopo
stessa storia, per non parlare della seconda nottata in piedi senza chiuder
occhio...sentivo fitte intense in basso, con dolori alle gambe e non
riuscivo più a fare plin plin...Ho chiamato un'infermiera che ha provveduto
a far venire un'ostetrica. Diagnosi: era la testa del bambino che stava
molto in basso, ma era ancora tutto come la settimana precedente. Il giorno
successivo, il giovedì, i dolori hanno iniziato a farsi sempre più intensi,
mi sentivo irrequieta. Per fortuna è venuta mia madre a farmi compagnia e a
darmi sostegno, e nel pomeriggio sono arrivati anche mio marito e mia
sorella. La sera non sono riuscita nemmeno a mangiare, ho mandato giù solo
qualche forchettata di fagiolini e 3 fettine d'ananas. Non riuscivo a stare
nè in piedi, nè seduta e nemmeno sdraiata. Così mi hanno fatto una puntura
di buscopan, ma sinceramente non so a che servisse, perchè non ne ho
ricavato beneficio. Il tempo sembrava che stesse rallentando e il dolore
aumentava. Altra notte da incubo. A mezzanotte seconda puntura di buscopan,
ma niente. Alle 4:40, disperata per ogni contrazione che avevo (ogni 6
minuti circa), ho chiamato le infermiere e ho chiesto di essere monitorata.
Scocciate, le 2 di turno hanno chiamato un'ostetrica che in quel momento era
in sala parto che è scesa dopo mezz'ora e che mi ha fatto la visita e mi ha
attaccato al monitoraggio. Con la visita ho avuto una perdita di pipì e
sangue, ma per loro non erano le acque...Ancora tutto lontano, questa è
stata la diagnosi dell'ostetrica...Alle 5:50 ho chiamato per farmi staccare
il monitoraggio, ero esausta, avevo lo stimolo di andare in bagno, non
potevo muovermi da quel maledetto letto. Mia madre che era con me cercava di
tranquillizzarmi, ma era impossibile perchè oramai il dolore si era fatto
talmente insopportabile che io ero sull'orlo di una crisi di nervi, tra me e
me pensavo che un altro figlio non lo avrei mai fatto... Le infermiere che
alle 6 finivano il loro turno hanno ordinato a mia madre di andare via e lei
poverina se ne è andata dicendomi che non mi avrebbe mai abbandonata e che
appena poteva sarebbe rientrata, a costo di litigare col personale
dell'ospedale. Alle 6:30 è venuta l'ostetrica incavolata nera e mi ha
staccata dal monitoraggio, mi ha fatto la visita e acida mi ha detto:
"scarsi 3 cm di dilatazione, quì ci vuole ancora molto tempo, deve
sopportare, io non le posso far niente, non stia sempre a chiamare, abbiamo
già un gran viavai in sala parto stamattina, non ci si metta anche lei...".
In quel momento mi sono mangiata le mani per non aver fatto la visita per l'epidurale,
l'ho richiesta quella mattina stessa ma ovviamente c'è stato un netto
rifiuto. Ho chiesto allora di essere aiutata con l'ossitocina ma "l'acida"
mi ha detto che dovevo attendere il corso naturale delle cose, ci sarebbe
potuto volere anche un giorno ancora, se non due...Cosa? No, non se ne
parlava proprio, avrei dovuto partorire quel giorno stesso. A quel punto mi
ricordai le parole di mio marito: "Vedrai nascerà il 2 settembre, me lo
sento". E io: "No, impossibile". Però ci è andato vicino, Dennis ha
anticipato di un giorno...Alle 7 ho chiamato Simone disperata e gli ho
detto di venire, che mi sentivo malissimo, che sicuramente avrei partorito
in serata ma lo volevo vicino a me. Poi ho chiamato mia madre, lei era fuori
dal reparto in ansia per me, le ho chiesto aiuto. Così lei ha chiamato mio
padre che subito è corso in ospedale, con tutte le intenzioni di parlare con
il primario (mio ginecologo) per far si che mi aiutassero con qualcosa...Alle
7.40 è venuta un'ostetrica del mio reparto, gentilissima, che per tutti quei
giorni di degenza lì mi si era presa a cuore e mi ha detto: "Ehi ma cosa fai
ancora quì? Mi hai aspettato? Pensavo che avessi già partorito..." E io:
"No, sto malissimo, ho voglia di urlare, devo spingere, sento che devo
spingere". E lei: "Ora ti visito io...8 cm di dilatazione...Ci siamo, ci
siamo...". Mi ha stretto forte la mano, io ho visto come una luce intensa ke
l'avvolgeva, per me lei è stata un angelo che mi ha salvata. Avevo le
lacrime agli occhi per l'emozione, ke ora aveva superato la paura...Ha
chiamato il portantino e un'altra infermiera, ha preso le cose più
necessarie (il primo cambio del bambino, il mio cellulare, una bottiglia
d'acqua e il burrocacao), ha chiamato mia madre e mi ha accompagnata al
piano di sopra, in sala parto...Simone non era ancora arrivato, ignaro della
cosa e io ci stavo malissimo, voleva tanto assistere alla nascita
dell’erede…Così al suo posto c’era mia madre, mi stava dietro e mi
accarezzava la testa, cercando di infondermi forza e coraggio. Alle 7:55 ero
dunque in sala parto, c’era un’ostetrica favolosa, un vero angelo, mi ha
assistito in guanti bianchi. E con lei altre 2 ostetriche e altre ragazze
giovanissime, penso studentesse. C’era poi una ginecologa, che ha assistito
al parto ma non ha fatto niente, nemmeno messo i punti, perché anche a
quello ci ha pensato l’ostetrica. In sala parto mi hanno fatto alzare e le
prime spinte le ho date tenendo le mani appoggiate sul lettino e spingendo
ad ogni contrazione che avvertivo. E’ in quel momento che ho rotto le acque.
Simone non era ancora arrivato. Dopo alcune spinte, ho chiesto di poter
salire sul letto della sala parto e mi hanno aiutata a distendermi. Alle
8.15 dopo altre spinte mi hanno praticato l’episiotomia, ma io non ho
sentito praticamente nulla, infatti mi hanno detto che ho i tessuti molto
elastici, quindi mi sono ritrovata fortunatamente solo con 3 punti. Io però
ero scoraggiata, un po’ per l’assenza di Simone, un po’ perché pensavo di
non farcela. L’ostetrica mi ha incoraggiata e mi ha detto che ero bravissima
(penso lo dicesse solo per tirarmi su!), io quasi arresa le dico: “Non ce la
faccio…”. E lei: “Cosa? Sei bravissima…si vede già la testolina…Ha tanti
capelli scuri. Se vuoi puoi toccarla…”.E io l’ho toccata…un’emozione
fantastica…Allora l’ostetrica: “Annalisa sei la prima persona che ha avuto
questo coraggio…dai che ce la fai…ci siamo quasi. Ora Dennis deve nascere,
non può più stare qua dentro. Quando te lo dico io prendi un bel po’ d’aria
e spingi forte”. Poi ho sentito una mano sulla spalla, mi giro e vedo
Simone, mia madre non c’era più, c'era quell'uomo fantastico che io ho
sposato, col camice verde, la cuffia e le pantofoline, mia madre gli aveva
lasciato il posto... La sua presenza mi ha dato tutta la forza di cui avevo
bisogno, ho fatto come mi aveva detto l’ostetrica e via con una bella
spinta, aiutata dalla ginecologa che avevo vicino. Ho sentito così il primo
vagito di mio figlio, me l’hanno subito messo sul petto, un’emozione
fantastica, ho cominciato ad accarezzargli il visino e le manine, poi l’ho
baciato sulla fronte, mi veniva da piangere. Dopo il taglio del cordone
ombelicale, l’hanno pesato, lavato e cambiato. 3,680 kg per 53 cm di
lunghezza, l’ostetrica era incredula, mi ha domandato dove lo tenessi
nascosto un bimbo del genere, viste le mie dimensioni ridotte…Come indice
apgar ha avuto 9 al primo minuto, e 10 al quinto. Dopo averlo vestito è
stato Simone a prenderlo in braccio, nel frattempo a me venivano messi i
punti. Io tremavo tantissimo, avevo i brividi, ma dicono sia normale. Però
dopo il parto mi sono fatta mettere una coperta di lana sopra. Quando mi
hanno fatto uscire dalla sala parto mi hanno messa nel corridoio e mi hanno
dato il piccolo per farlo attaccare un po’ al seno e così ho fatto, con mio
marito vicino. Mentre ero nel corridoio sono potuti entrare anche mia madre
e mio padre, quest’ultimo con i lacrimoni agli occhi…mi ha accarezzato e
baciato la fronte e ha fatto la stessa cosa col piccolo, tutto
emozionato…manco gli fosse nato un figlio. Mia madre ha detto che non ha
avuto la stessa reazione alla mia nascita e nemmeno a quella di mia
sorella…Per questo nipotino stravede, non sa resistere un giorno senza
vederlo. In seguito mi hanno portata in sala travaglio, mi hanno servito
colazione e pranzo e poi verso le 15.30 mi hanno portato in camera, letto
numero 13, quello con nidino in camera, che fortuna…il mio piccolo ha avuto
così la possibilità di stare con me dalla mattina alle 5.30 alla sera alle
23.30. Il giorno stesso che ho partorito è stata dura, non sono riuscita ad
alzarmi dal letto, mi girava la testa, però il giorno dopo appena mi hanno
portato il bambino in camera mi sono alzata da sola per allattarlo.
Il piccolo Dennis è un vero tesoro, ogni secondo con lui mi
regala un’infinità di gioie e di emozioni.
Dennis Ti Voglio Bene....
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Il racconto di Federica
La data presunta era per il 7 giugno 2006 ma niki ha
pensato bene di stare un'altra settimana nel pancione della mamma!la mattina
del 7 mercoledi, vado in ospedale per il primo tracciato!il monitoraggio dice
che è tutto ok il venerdi dopo un altro tracciato e una ecografia di controllo
per il liquido amniotico....tutto ok e uguale anche il lunedi 12!nella notte
xò dopo una delle tante tappe al bagno per pipi, perdo credo, il tappo mucoso!
la mattina dopo chiamo mia cognata, che ha partorito una bellissima bimba un
mese prima, e chiedo una conferma sull'aspetto del tappo mucoso!è proprio
lui!La giornata prosegue tranquilla fino alla notte dove arrivano le prime
contrazioni ma che alla mattina, mercoledi 14, spariscono lasciandomi solo un
gran mal di schiena!alle 10 dovevo tornare in ospedale per un altro
monitoraggio!arrivata racconto alle ostetriche quello che è successo ma il
tracciato non da segni particolari!tornati a casa, il tempo di andare a fare
un po' di spesa, arrivano le 13 e le contrazioni ricominciano!alle 17 erano
sempre più ravvicinate ma per niente dolorose!sentivo solo il fastidio della
pancia dura e una forte sensazione di andare al bagno!niki aveva iniziato a
spingere!partiamo per l'ospedale!arrivata mi visitano subito:sono già di 5
cm!ricovero immediato!mi portano in camera mi cambio e ci accompagnano in sala
parto!sono le 17e30!mi sdraio sul letto e inizia a venirmi un po di
agitazione!alle 18e30 arrivo a 9cm!l'ostetrica mi rompe il sacco e mi dice che
posso iniziare a spingere!ora tocca davvero a me ci siamo!inizio con le prime
spinte faccio un po' fatica perkè ho anche il naso stranamente chiuso:
provo a soffiarmelo ma non viene niente! nella pausa tra una contrazione e
l'altra faccio pipi e l'ostetrica mi invoglia a provare a spingere sul water
ma non è la mia posizione nn mi sento comoda!torno sul letto e ricomincio!dopo
un'ora di spinte comincio a sentirmi stanca ma mio marito mi dice che vede la
teste che ormai è li mi da coraggio!l'ostetrica prende uno specchio e fa
vedere anche a me!ormai ci siamo! ok l'ultimo sforzo e finalmente alle 19 e 55
sento la bella vocina del mio topo nicola!bellissimo:3gk450 per55cm!melo
mettono sul petto ancora tutto sporco ci guardiamo subito negli occhi!che
emozione!mi giro verso mio marito per baciarlo e vedo che piange!che momenti
indimenticabili!dopo l'espulsione della placenta prendono nicola per lavarlo e
a me iniziano a dare i punti:8 una sofferenza!avevo i crampi alle gambe!dopo
il bagnetto propongo al papà di vestire nicola e lui accetta!è bellissimo
vederli!finalmente dopo i punti posso sdraiarmi!mi danno il mio topo e mi
insegnano ad attaccarlo al seno!niki si è attaccato subito senza problema!poi
ci hanno lasciato da soli una mezzoretta per goderci tutti e tre questo primo
momento!poi ci hanno riportati in camera!le ore successive sono state un po
sofferte perchè dovevo fare pipi ma nn riuscivo a stare in piedi, mi girava la
testa e sdraiata non riuscivo a farla cosi hanno dovuto mettermi il catetere e
con i punti, che dolore!!!!!! Poi però mi sono tenuta vicino niki per tutta la
notte!è stata un’esperienza indimenticabile…..e vedere mio marito piangere
appena ha visto nicola è stato bellissimo!!!!
Non vediamo l’ora di ripetere l’esperienza!
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Il racconto di Stefania

La nascita del mio bimbo non è stata come mi ero immaginata per tutti i nove
mesi che lo abbiamo aspettato, ma come si suol dire "tutto è bene ciò che
finisce bene".
Ad ogni modo vi racconto la nostra storia perché possa essere utile a
qualcun altro.
Ho avuto una gravidanza splendida per 37 settimane, tanto che ho lavorato
fino alla fine dell'ottavo mese. Facevo controlli tutti i mesi: esami del
sangue, delle urine, controllo della pressione ed ecografia. Tutto procedeva
nel migliore dei modi. Fissiamo la data del TC per il 16 dicembre
(compleanno di mio suocero) ed il 1° dicembre mi reco in ospedale per
effettuare tutti gli esami pre-operatori.
Il 7 dicembre comincio ad avvertire dei dolori al diaframma ed ho anche
qualche linea di febbre. Chiamo la mia ginecologa che pensa ad una influenza
e mi dice di stare a letto per un paio di giorni (tanto il 9 abbiamo
l'ultima visita di controllo). Il giorno dopo i dolori si sono intensificati
tanto da non permettermi neanche di alzarmi dal letto. Arrivo a sera
trascinandomi tra letto e divano, fino a che alle 20 mio marito chiama la
mia ginecologa (io non volevo disturbarla in un giorno di festa), la quale
immediatamente capisce la gravità della cosa e ci manda in ospedale per
controllare la pressione.
Alle 20,10 usciamo di casa e tempo una ventina di minuti bussiamo al blocco
delle sale parto dell'ospedale Sacco di Milano. Vengo seduta stante fatta
accomodare in una stanzetta ed attaccata al monitor: il bimbo sta bene...ma
la mia pressione no. "Pressione altissima" è il responso (scopro
successivamente dalla cartella clinica che avevo 200 su 120), "dobbiamo far
nascere il bimbo IMMEDIATAMENTE!". Ma come???? Non sono pronta! Manca ancora
una settimana, mi devo preparare..non ho la borsa...Tremo come una foglia,
ma nessuna delle mie scuse barbine fa breccia nel cuore delle due
straordinarie signore che erano al mio fianco (ostetrica e ginecologa di
turno). Mi rifanno tutti gli esami e li confrontano con quelli fatti la
settimana precedente lì in ospedale: mi chiedono più volte se sono i
miei???!!!! Se non li hanno scambiati nel frattempo dovrebbero essere loro!
La settimana prima erano tutti a posto, come è possibile che adesso siano
così sballati???!!!!! A quel punto vedo arrivare di corsa la mia ginecologa
che mi dice di prepararmi perché a breve mi portano in sala operatoria. Mi
preparano (ometto i particolari noti per chi ha fatto un TC) e mi infilano
un'elegante camicia da notte "con vista posteriore" dell'ospedale. Un
anestesista dolcissimo mi assiste durante l'operazione, mentre mio marito ed
il pediatra attendono tutti bardati da set di ER sulla porta della sala
operatoria. Alle 22 e 30, dopo qualche minuto di strattonamenti alla mia
panzona, esce il bimbo più bello del mondo: 2,9 Kg per 49 cm, nato con la
camicia! E mai affermazione fu più vera...Lo vedo 30 secondi, tempo di un
bacetto e poi comincia a suonare tutto quello a cui ero collegata e
l'anestesista per evitare che gli danneggiassi i macchinari decide di
addormentarmi.
Mi risveglio, penso, dopo un'oretta e...qui inizia il divertimento! Tutti mi
dicevano che con il parto naturale i dolori si sentono prima e che con il TC
si sentono invece dopo. Per tal motivo non mi sono sorpresa più di tanto
quando ho visto armeggiare sopra (che gioia proprio sulla ferita fresca) e
dentro di me più volte da due ginecologi (mi stavano praticando la
spremitura dell'utero)...
Ho cominciato a capire che qualcosa non andava quando ho alzato lo sguardo
ed ho visto che ero attaccata a 4 flebo e mi sono preoccupata quando mi
hanno detto che mi avrebbero riportato in sala operatoria in quanto l'utero
non si contraeva perché era pieno di sangue a causa di un'emorragia e che
avrebbero dovuto asportarlo. Mi consegnano il consenso all'operazione da
firmare ed io ingenuamente domando:"Ma se non lo firmo?". La risposta: "Lei
muore". Al volo in sala operatoria!!!
Per farla breve mio figlio è stato fortunato ed è stato il mio portafortuna:
in sala operatoria sono riusciti a fermare l'emorragia, e con solo "qualche"
sacca di sangue di trasfusioni mi hanno rimesso in sesto! Ho potuto rivedere
mio figlio solo il giorno successivo, e non dimenticherò mai quel momento: è
arrivata una culletta con dentro un bimbo infagottato con dei vestitini
sconosciuti (mio marito in tutto quel marasma si era dimenticato di portare
la borsa in ospedale) che appena mi ha visto ha iniziato ad annusarmi tutta
e si è calmato solo quando ha trovato l'incavo della mia spalla, in cui ha
messo la sua testolina per dormire finalmente beato tra le braccia della sua
mamma!
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