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Servizi gratis per la mamma e tanti omaggi per il tuo bambino! |
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MammaBlog di Kiara |
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L'esilarante, incredibile, faticosa ed impagabile professione di mamma raccontata in una rubrica settimanale semi-seria in cui ti riconoscerai! |
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MammaBlog per argomento: Parto Allattamento Spannolinamento Nanna Nuoto Vacanze Shopping Scuola Materna |
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- Non ho mai frequentato il corso pre-parto. La sola idea di passare una mattinata in compagnia di una quindicina di donne incinte che parlano di nausee, emorroidi, episiotomia (pensavo fosse una scuola filosofica greca… e avrei preferito continuare a pensarlo!!!) e imparano a respirare a cagnolino e visualizzare la propria vagina mi generava più terrore del parto stesso. E me la sono cavata egregiamente comunque… - Non mi sono fatta seguire da una ginecologa privata, blasonata e dotata di ecografo. Ho fatto le tre ecografie di rito, gli esami del sangue richiesti e le visite fissate dall’ospedale. Niente villo, amnio, bitest, tritest, curva glicemica e chissà cos’altro. Il minimo sindacale in un paese civilizzato. E nonostante le occhiatacce indignate delle altre neomamme il mio bambino è nato sano, bello e cicciotello. - Non ho allattato al seno. Non per mancanza di voglia, si capisce, ma perché di latte proprio non ce n’era. Dopo essermi fatta tiranneggiare per quasi una settimana dalle consulenti dell’allattamento dell’ospedale, che insistevano che il latte sarebbe arrivato, e aver torturato il mio bambino con poppate ogni ora che lo lasciavano affamato, irritato e deluso, e dopo aver constatato che il calo fisiologico non solo non era stato recuperato ma peggiorava, ho comprato una confezione di latte artificiale e gli ho dato un biberon. L’ espressione di gioia del mio bimbo e la soddisfazione che emanava da tutti i pori dopo il lauto pasto hanno definitivamente dissipato tutti i miei dubbi e sensi di colpa. Ed è cresciuto benissimo, giuro. - Lo lascio dormire nel lettone, spesso. E qui so che sarò facile preda di anatemi e pubbliche lapidazioni. Il rapporto del mio bambino col sonno è stato da sempre conflittuale, per non dire inesistente. Quando sento le altre mamme parlare di pisolini di tre ore, tirate notturne dalle 8 alle 8, abbioccamenti mattutini, sento un irrefrenabile istinto omicida. Mio figlio è un bambino insonne. Non dico che scambia il giorno con la notte, ma proprio che, fosse per lui, non dormirebbe mai. Nel mondo ci sono troppe cose belle da fare e da vedere per sprecare il tempo dormendo…giusto??? E quindi da quando è nato è partito il valzer dei risvegli notturni, non solo per mangiare ma per giocare, farsi coccolare dalla mamma, leggere un libro, guardare "Il re leone", passeggiare per casa e via dicendo. E non è che di giorno poi recupera… due/tre ore di pisolo in tutta la giornata, non di più. E non è assonnato, ma vispo e arzillo come una cavalletta. E non è che non lo facciamo stancare durante il giorno, anzi, ma alle nove ci ritroviamo a crollare (io e papy) sul divano, mentre lui ha ancora le duracell in piena carica. Ma l’interruttore, dove è nascosto???? Data questa premessa, il lettone è nato come esigenza per cercare di conciliare le abitudini nottambule della peste con la giusta esigenza di sonno della sottoscritta, che alle 8.30 deve essere in ufficio e avere almeno l’apparenza di un essere umano sveglio e pensante. Ma poi è diventato una piacevole abitudine: adoro sentire il suo corpicino morbido sotto le coperte, addormentarmi respirando il suo profumo. Adesso che ha due anni e mezzo (e da pochi mesi ha cominciato a dormire dalle 10.30 alle 7 filato quasi tutte le notti… le prime volte mi sono addirittura svegliata per controllare che fosse ancora vivo!!!!! Non ci ero abituata…) mi manca la sua presenza nel lettone. E quando, nel cuore della notte, lo sento che chiama la mamma con la sua vocina impastata sono quasi felice di avere una scusa per prenderlo e portarlo sotto le coperte vicino a me. La mattina comunque si sveglia sempre per primo. Io sono una dormigliona... Lo sento muoversi, si sgarbuglia dalle coperte, si stiracchia, poi si alza in piedi nel lettino e mi chiama "mmammmmma… MMAAMMMMMMMMAAAAAAAAAAAA!!!" Non ha molta pazienza, devo scattare al suo richiamo… lo porto nel lettone, un po’ perché devo ancora svegliarmi, un po’ perché mi piace fargli le coccole, avere qualche minuto per noi prima di cominciare le mille cose da fare. E lui ha il suo rituale: prima mi osserva, mi fa piripiri alle manine, poi comincia a chiedere: "Papà?" "E’ al lavoro…" "Bobò?" "E’ giù che fa la nanna" "Gnogna Gnogno Chicà Ghi?" "Sono a casa loro che ti aspettano" "Pooh Pimpi Pappo Caggu Ro Tiggo Ihoh Uffa Effy" "Beh questa è difficile… saranno nel bosco dei cento acri, poi magari andiamo a controllare…" "Mucca Bee Cocò Ihoh Grun Iiiihhhh? Scosti?" "Si sono ancora nascosti…" (questa la devo spiegare: ha un libro dove ci sono degli animali nascosti dietro un cespuglio, e si vede solo la coda. Da quando la zia gliel’ha regalato, tutti i giorni mi chiede se per caso gli animaletti si sono decisi a uscire e farsi vedere. E io, dopo avergli spiegato mille volte che anche se grida "Apiiiiiiiiii" loro non escono, ho deciso di lasciar perdere. "No, tesoro, sono ancora scosti. Ma magari domani escono…") E poi si tranquillizza. Dopo aver verificato che, anche se lui è andato a nanna, tutto il suo mondo è rimasto uguale alla sera prima, che tutti sono al loro posto. E allora diventa impaziente di cominciare la giornata, mi scavalca, scende dal lettone e mi tira un braccio: "Giù, giù". Va bene, tesoro, arrivo. Kiara |
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