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Asilo, scuola Materna...dell'infanzia... cambia il nome ma non l'ansia del genitore... ecco una guida fatta apposta per tranquillizzarli e avere un'anteprima di cosa accadrà quando sarà il momento


E’ arrivato finalmente il tanto atteso e anche temuto momento di mandare il nostro bambino alla scuola materna.

Per chi ha già vissuto il momento del distacco con il nido il problema forse si pone in maniera minore, se non altro perché la mamma è già abituata a lasciare il proprio figlio con un’estranea (o comunque qualcuno che non siano i nonni o la babysitter, ma una struttura con più bambini e più educatrici).
Infatti, il momento del distacco spesso è qualcosa che devono superare per primi i genitori, per rassicurare il bambino ed evitare di trasmettergli la loro ansia.

Nei suoi primi anni di vita il bimbo ha già affrontato dei piccoli distacchi, ad esempio quando ha abbandonato la tetta o il biberon, quando è stato lasciato dai nonni o con la babysitter, o più semplicemente tutte le sere quando si addormenta (per un bambino dormire equivale a chiudere gli occhi sul mondo che gli è familiare, con l’incertezza di ritrovarlo sempre uguale al suo risveglio).
L’asilo rappresenta però il primo vero passo verso l’indipendenza dai genitori, si tratta di inserirsi in un ambiente nuovo, con figure di riferimento nuove e con regole e orari da rispettare. E il modo migliore perché il bambino si inserisca bene in questa nuova routine è prima di tutto quello di trasmettergli la propria fiducia e il proprio entusiasmo. I bambini sono come sonar, captano immediatamente se la mamma è ansiosa o triste e reagiscono di conseguenza spaventandosi: “La mamma non è tranquilla, quindi c’è qualcosa che non va”.

Il modo migliore per rendere l’inserimento meno traumatico è quello di raccontare al bambino dove andrà e cosa succederà nel modo più semplice e chiaro possibile. Visitare l’asilo insieme per due o tre volte, magari già da giugno, per fargli conoscere l’ambiente e capire di cosa state parlando. Scoprire se possibile il nome della maestra, e fare in modo che gli diventi familiare: “La maestra Elisa ti insegnerà tante cose” o “In classe troverai tanti bimbi della tua età e la maestra Elisa”. Raccontargli come si svolgerà la giornata nei dettagli, evitando di dire che la mamma torna subito o che va via solo per pochi minuti; meglio essere onesti, e spiegare che dovrà stare un po’ all’asilo, che giocherà coi compagni e faranno delle attività insieme, canteranno canzoncine nuove, mangeranno la pappa, farà la nanna e poi quando si sveglierà gli daranno la merenda, e infine mentre gioca con gli amici la mamma arriverà a prenderlo.
In questo modo non si creano inutili aspettative e si evita che il bambino passi la giornata ansioso e deluso per il mancato arrivo della mamma, e che recepisca un messaggio di abbandono: “Mi aveva detto che tornava subito e invece mi ha lasciato qua!!!”.

All’arrivo all’asilo, la mamma accompagna il bambino in classe, lo aiuta a sistemare le sue cose, saluta la maestra, si interessa dei giochi e delle cose che il figlio le mostra, ma poi è indispensabile che lo saluti (mai andare via di nascosto!!!!) e vada via tranquilla, senza girarsi a guardarlo e senza mostrare preoccupazione anche se lui piange o non si vuole staccare. Deve fargli capire che è serena perché lo ha lasciato in un bel posto, dove sa che starà bene, ed è sicura che tra pochi minuti avrà già smesso di piangere. (E poi se tanto tranquilla non è può sempre telefonare dopo una decina di minuti per assicurarsi che si sia calmato… ma lui non lo sa!!!!)
Quando torna a prenderlo deve mostrarsi interessata a ciò che lui le racconta, a quello che ha fatto, alle sue piccole avventure, senza assillarlo con domande tipo: “Hai mangiato tutto??? Hai dormito??? Hai fatto pipì??? Hai lavato bene le mani??? Sei stato attento a non cadere dallo scivolo????”
Se si ha la necessità di sapere se ha mangiato o meno, si può chiederlo alla maestra senza far capire al bambino che il momento del pasto genera ansia, e comunque se c’è qualche problema state tranquille: sarà l’insegnante stessa la prima a parlarvene.

In caso si presentino situazioni particolari, un inserimento difficile o manifestazioni di disagio, nella maggior parte degli asili è disponibile uno sportello di assistenza gratuito a cui i genitori si possono rivolgere per chiedere un consiglio alla psicologa che segue la struttura, che saprà consigliare l’atteggiamento più adatto per superare le difficoltà.

Kiara

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