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ALLATTAMENTO AL SENO |
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POSIZIONI LA POPPATA E' SUFFICIENTE? ALIMENTAZIONE/FARMACI ESTRARRE/ CONSERVARE PROBLEMI |
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Il latte materno è senza dubbio il miglio latte in natura per i bambini perchè: - è adatto ai suoi fabbisogni nutrizionali, è
completo, non richiede integrazioni; Solo in situazioni eccezionali, che il medico saprà riconoscere, puo' rendersi necessaria la sospensione dell'allattamento al seno per sempre o solo per un certo periodo di tempo. Come procedere: - lavatevi le mani
Posizione seduta: è la posizione più comune; il bambino viene tenuto in braccio, con la testa appoggiata nella piega del gomito e il volto girato verso la mamma, in modo che non debba ruotare la testa per raggiungere il seno. Posizione distesa: sia la mamma sia il bimbo sono distesi sul fianco, questa posizione è utile quando si vuole allattare a letto; Posizione rugby: il bambino è tenuto come un pallone da rugby; il suo corpo è sorretto facendogli passare un braccio sotto l'ascella e tenendogli il capo con l'altra mano, in modo che la testa del piccolo si adavanti al seno. Questa posizione è consigliabile se la mamma soffre di ingorgo mammario, perchè facilita lo svuotamento anche dei dotti più profondi. Alternate il seno con cui iniziate la poppata
(solo se ci sono problemi di ingorgo mammario, iniziate dal seno più gonfio e
dolente). |
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DURANTE LA POPPATA Lasciate attaccato il bambino al primo seno per circa 10-15 minuti, poi, quando innizia a succhiare con minore intensità, staccatelo prima che si stanchi o si addormenti. Per interrompere la suzione infilate un dito nell'angolo della bocca, spingendo poi il seno verso il basso. Non allontanate mai il bambino lasciando che rimanga appeso al capezzolo, perchè ciò puo' facilitare la formazione di ragadi. Attendete qualche minuto, fate riposare il piccolo e poi offritegli l'altro seno. la poppata dovrebbe durare complessivamente circa 20-30 minuti (possibilmente non oltre, anche per evitare che il bimbo, succhiando a vuoto, irriti il capezzolo o ingoi molta aria). Termintata la poppata, tenete il bambino in posizione verticale con il capo poggiato sulla spalla (ppotete anche battere delicatamente qualche colpetto leggero sulla sua schiena), per facilitare il ruttino, ossia l'espulsione dell'aria deglutita durante il pasto, che puo' essere accompagnata dalla fuoriuscita di modeste quantità di latte: il cosidetto "rigurgito" (munitevi di bavaglini o tovagliolini da appoggiare alla spalla). DOPO LA POPPATA - Lavate il seno con acqua tiepida (senza sapone). - Asciugatelo con cura. Indossate indumenti leggeri, traspiranti, non stretti e, appena è possibile, esponete il seno all'aria (ma non direttamente ai raggi solari). Con quale frequenza allattare E' opportuno non stabilire orari rigidi per i pasti, ma allattare il bambino quando questo mostra di avere fame (si chiama allattamento "a richiesta"), senza farlo attendere eccessivamente perchè non sia troppo affamato e non si attacchi in modo frenetico, e ciò anche per prevenire ingorgo mammario e ragadi. Tuttavia, eccetto che nelle prime 2 settimane di vita, è megli oavere orari elastici ma intervallati di almeno 2 ore, per non rischiare di dare al bambino abitudini alla lunga difficili da sopportare per la mamma. Qualche consiglio: - attaccate il bambino ogni volta che piange o sembra avere fame finchè l'apporto di latte non si è stabilizzato e il bimbo non torna al peso che aveva alla nascita dopo il calo fisiologico (di solito occorrono 2 settimane) - in seguito allattatelo "a richiesta", con almeno 2 ore di intervallo tra una poppata e l'altra. |
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COME CAPIRE SE IL LATTE E' SUFFICIENTE Nelle prime settimane di vita, un neonato che si scarica almeno 4 volte al giorno e bagna il pannolino almeno 6 volte, si alimenta a sufficienza, soprattutto se si dimostra soddisfatto dopo il pasto o se si addormenta. Le richieste continue di latte o il pianto prolungato dopo la poppata, le richieste continue di latte, i pasti che durano più di 45 minuti possono invecie far sorgere il sospetto che il latte materno sia insufficiente. Nella mamma se la produzione lattea è in giusta quantità di solito compare, dopo 2-3 settimae di allattamento il "riflesso di eiezione" che, poco prima di allattare, provoca una sensazione di formicolio oppure una leggera emissione di latte che, durante il pasto, interessa il seno a cui il bimbo non è attaccato. Se un lattante si alimenta regolarmente, il suo peso, dopo il calo fisiologico iniziale, di solito torna al volore di partenza dopo 10 - 14 giorni. Successivamente, nei primi 3 mesi di vita, il neonato aumenta di circa 150-250 grammi la settimana, in rapporto anche alle sue caratteristiche costituzionali. In genere è bene pesare il bambino una sola volta la settimana, nudo, prima del pasto e sempre alla stessa ora. Solo nel caso particolare in cui si sospetti un'insufficiente produzione di latte è utile, per un breve periodo di tempo, la "doppia pesata", prima e dopo il pasto, da ripetere a tutti i pasti: si puo' conoscere così la quantità di latte assunta dal bambino nell'arco di un'intera giornata. Le aggiunte di latte artificiale, se non necessarie, sono sempre sconsigliate, perchè riducono il tempo durante il quale il seno viene stimolato. Di conseguenza pprovocano un calo della produzione lattea. La seguente tabella fornisce solo le dosi medie indicative, e non le quantità che un bambino deve necessariamente assumere, essendo possibili notevoli differenze anche tra lattanti della stessa età e/o dello stesso peso.
Qualche consiglio - riposatevi spesso, fatevi aiutare nei lavori di casa e bevete adeguatamente, specialmente se non è ancora comparso il cosiddetto "riflesso della eiezione" - non introduceteli latte artificiale di vostra iniziativa, ma consultate un esperto - non date al bimbo il biberon con tisane o acqua nelle prime settimane (di solito 6); in seguito una volta al giorno con 50 grammi d’acqua per abituarlo a succhiare dalla tettarella. |
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COME ALIMENTARSI QUANDO SI ALLATTA La dieta della donna durante il periodo dell’allattamento deve essere innanzitutto varia e con un alto contenuto di vitamine, sali minerali e liquidi; in modo tale da poter garantire l’assunzione delle calorie necessarie per compensare quelle secrete con il latte e per produrlo (solitamente 600 calorie al giorno in più). Si consiglia di non assumere alcolici, di non fumare e di limitare il consumo di quei cibi che modificano il sapore del latte come aglio, asparagi, cavoli, carciofi, cipolle…). Occorre segnalare al pediatra le allergie di cui soffrono i genitori ed eventualmente anche i fratelli in modo tale che il medico possa prescrivere eventualmente una dieta adeguata per la mamma che allatta. Se la nutrice che non mangia, perché allergica o perché non sono di suo gradimento, latticini o latte, si consiglia un’integrazione di Calcio. Purtroppo non è dimostrato che ci siano cibi in grado di aumentare la produzione di latte. Qualche consiglio - preferite il thè deteinato - cercate di non bere alcolici (max mezzo bicchiere di vino a pasto e non più di un bicchiere di birra al giorno, comunque solo durante i pasti) - cercate di non bere più di 2 tazzine al giorno di caffè - Evitate cibi che alterino il gusto e l’odore del latte (come aglio, asparagi, cavoli, carciofi, cipolle, cioccolato…). FARMACI ED ALLATTAMENTO I farmaci possono riflettersi sull’allattamento del piccolo perché passano nel latte con la possibilità di ridurne la produzione e modificarne la composizione. La mamma dovrebbe assumere medicinali solo se indispensabili e se prescritti dal medico; inolte è bene monitorare attentamente, nel caso in cui vengano assunti, lo stato di salute del bimbo e riferire immediatamente al medico l’eventuale comparsa di effetti collaterali. Qualche consiglio - assumere farmaci solo dietro prescrizione medica e solo se veramente necessari - fate presente al medico che vi prescrive un farmaco che state allattando - non sospendete l’allattamento di vostra iniziativa a seguito di una terapia senza aver consultato il pediatra - cercate di assumere i farmaci subito dopo la poppata e cercate di non allattare per alcune ore dopo averli assunti - si possono assumere farmaci che contengono: acido acetilsalicilico, amoxicillina, eritromicina e paracetamolo. |
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COME ESTRARRE DAL SENO IL LATTE Qualche volta il latte materno deve essere estratto perché la mamma per esempio può soffrire di un ingorgo mammario, o più semplicemente perché decide di farlo somministrare successivamente dal papà. In questi casi si può utilizzare il tiralatte, che è un apparecchio che aspira manualmente o elettricamente, il latte ( si trova molto facilmente in commercio); altrimenti la seconda soluzione (molto più dolorosa) è la cosiddetta spremitura manuale. COME FARE Tiralatte lavate mani e pulite il seno con cotone e acqua precedentemente fatta bollire, altrimenti acquistate i dischi già pronti per l’uso utilizzate solo materiale sterilizzato applicate sul seno per alcuni minuti una boulle di acqua tiepida, in modo da favorire il flusso del latte posizionate l’imbuto del tiralatte a livello dell’areola del seno da svuotare e aspirate delicatamente ma in modo costante con lo stantuffo travasate il latte in un contenitore sterile graduato Spremitura manuale
COME CONSERVARLO Raccogliete il latte in contenitori di plastica sterilizzati, li trovate in farmacia di diverse marche ( non usate il vetro perché in questi alcuni componenti del latte possono attaccarsi alle pareti) e riempiteli con la quantità corrispondente a un pasto. Conservate il latte in frigo per un massimo di 24 ore e nel freezer per non più di 3 mesi . Non scongelate mai il latte a temperatura ambiente, ma solo o in acqua fredda o nel frigorifero. |
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SE IL BAMBINO NON E’ CALMO DURANTE IL PASTO Durante il pasto quando il cibo arriva a livello dello stomaco, si creano dei movimenti intestinali, detti riflessi gastrocolici, che spesso portano all’emissione delle feci. Specialmente nei primi mesi i riflessi gastrocilici possono talvolta causare dolori intensi, il bambino soffre, piange, si agita, flette le gambe e smette di succhiare. Le coliche sono un disturbo legato all’immaturità dell’organismo del bimbo, non sono una malattia, e si risolvono dopo pochi mesi in modo naturale e spontaneo. QUANDO CONSULTARE IL PEDIATRA se il bimbo dopo le prime settimane cresce meno di 150 grammi alla settimana se il seno è caldo, arrossato e vi duole se volete o dovete interrompere l’allattamento SOLO il medico può darvi le indicazioni più idonee al riguardo.
o non attaccate il piccolo al seno (se il seno non viene stimolato, la produzione di latte si riduce drasticamente) o assumete un purgante salino ( favorisce l’eliminazione di liquidi; deve essere associato a una dieta povera di liquidi) o fasciare ben stretto il seno per circa 7 giorni ( se il seno è compresso, giunge meno sangue e quindi si riduce la produzione del latte; gli impacchi di ghiaccio hanno lo stesso effetto e riducono il fastidio della fasciatura) o assumete farmaci prolattinici ( bloccano la produzione di prolattina, l’ormone che stimola il seno a produrre latte) LE RAGADI AL SENO Le ragadi si presentano come dei taglietti profondi o erosioni a livello del capezzolo e dell’areola mammaria. Di solito se la cute del seno non viene mantenuta asciutta o se il bimbo si attacca in modo scorretto al seno, senza afferrare contemporaneamente sia il capezzolo che l’areola. Diventano molto dolorose se il bimbo inizia a succhiare vigorosamente. Occorre intervenire subito perché può ridursi la produzione di latte, sia perché la mamma ha paura di provare dolore, sia perché il bimbo viene attaccato al seno meno frequentemente, compromettendo la prosecuzione dell’allattamento. COME INTERVENIRE applicate sul seno del ghiaccio avvolto in un asciugamano per ridurre il dolore (il freddo farà indurire i capezzoli che il bimbo potrà più facilmente afferrare in bocca) variate spesso la posizione della poppata in modo da cambiare le zone del capezzole e dell’areola interessate alla sollecitazione allattate prima dal lato dove provate meno dolore così comparirà il riflesso di eiezione dall’altro lato e il bimbo non dovrà succhiare vigorosamente per ottenere il latte non lasciate che il bimbo succhi solo il capezzolo controllate che il bimbo afferri bene in bocca sia il capezzolo che l’areola e aiutatelo in questo modo comprimendo capezzolo e areola tra pollice e indice all’inizio della poppata e sostenendo il seno, in modo tale che il bimbo non perda la presa fate respiri profondi quando il bimbo si attacca e continuate fino all’emissione del latte, quando il dolore di solito inizia ad attenuarsi gradatamente fino a scomparire utilizzate il paracapezzolo in caso di dolore molto intenso attaccate il bimbo ogni 2 ore affinché non sia troppo affamato e non succhi troppo vigorosamente e per non più di 5/6 minuti per seno interrompete la poppata infilando un dito nell’angolo della bocca del bimbo e spingendo poi il seno verso il basso (non allontanate il bimbo lasciando che rimanga attaccato al capezzolo FINE POPPATA lavate il seno con acqua INGORGO MAMMARIO L’ingorgo mammario compare quando uno o più dotti si chiudono e si manifesta con dolore e tensione al seno; le cause possono essere un incompleto svuotamento della ghiandola, l’affaticamento, lo stress o un reggiseno troppo stretto. L’ingorgo mammario può diventare mastite se non si risolve. Questa si manifesta con arrossamento, aumento della temperatura della mammella, fitte dolorose, gonfiore e talvolta febbre. Quando invece un dotto si sblocca possono comparire bruciore o una sensazione di pizzicolio. COSA FARE allattate frequentemente il bimbo, cambiandogli spesso la posizione della poppata attaccate il bimbo al seno che duole di più, essendo il bimbo più affamato succhierà vivacemente e garantirà lo svuotamento dei dotti del seno tra una poppata e l’altra fate degli impacchi caldo-umidi o un bagno caldo massaggiando e spremendo il seno per favorire l’uscita del latte dormite su un fianco invece che sul dorso, così facendo favorirete il flusso di latte nei dotti cercate di riposare ogni volta che potete perché la tensione può solo che peggiorare la situazione CHIAMATE IL MEDICO IMMEDIATAMENTE SE il seno diventa caldo e arrossato |
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