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gita domenicale
Di Kiara (del 23/06/2008 @ 11:18:24, in Vacanze & C., linkato 219 volte)

Ieri abbiamo fatto onore alla prima domenica di sole di questa estate piovosa con una gita all’acquario di Genova.

Ore 5.15: “Sono sveio mamma andiamo a vedere i pehi andiamo a vedere i pehi è ora veiatevi andiamo a vedere i pehi…” Non è possibile. E’ ancora notte fonda. Dormi nano o ti butto nella vasca degli squali.

Ore 5.20: Va bene, ci arrendiamo. Andiamo dai pehi.

Ore 7.00: partenza per Genova, con sosta in autogrill per lauta e meritatissima colazione. “Siamo arrivati? Dove sono i pehi????” No nano siamo ad Agrate e qua i pehi non ci sono. C’è l’autostrada. Non è che vuoi dormire un pochetto?

Ore 7.15: Propongo l’assegnazione di un riconoscimento per i servizi resi all’umanità all’inventore del lettore DVD portatile. Winnie Pooh ci ha salvati dal nano molesto e ci ha permesso di fare un viaggio relativamente tranquillo.

Ore 9.00: arrivo a Genova e ingresso all’acquario, fortunatamente senza fare la coda alla cassa perché avevamo i biglietti presi all’Esselunga. Il nano è incantato dal film 3D sugli squali (e dagli occhialini che gli vengono dati all’ingresso), tenta di catturare le meduse che fluttuano nella sala (causa 3D) e decide che gli “scali” (= squali) son proprio animaletti graziosi. Poi il nano vede gli “scali” veri nella vasca, e se ne innamora. Son proprio grandi, e belli, e simpatici…E poi ci sono i delfini che giocano col cerchio tutto rotondo rotondo, le rughe (= tartarughe) grosse, i pinghini che si tuffano, le foche graaaaaandi. E la foresta dei colibrì, luogo vagamente inquietante in cui dalla foresta pluviale che ti circonda vedi schizzare fuori ipercinetici uccellini dal becco appuntito che ti sfrecciano accanto come schegge impazzite. E la vasca con le razze, dove siamo stati un quarto d’ora a giocare con le manine nell’acqua e a chiamarle e quando finalmente si sono avvicinate il nano ha sfiorato appena la pelle ruvida e gelatinosa e si è ritratto al volo. Al negozietto a metà percorso siamo caduti nella trappola-ricatto morale del “voio un regalo” e il nano ha proseguito la visita all’acquario abbracciato a un delfino di peluche grande quasi quanto lui, e che non ha più mollato fino a sera, nonostante fosse come andare in giro in pelliccia con 40°.

Ore 11.00: fine della visita e sosta dal panettiere per una prima dose di focaccia ligure.

La giornata è proseguita poi con la ricerca di una spiaggia dove poter fare un bagno e giocare un po’ con palette e secchielli. Finalmente ho capito perché in liguria si muovono tutti in scooter: per trovare un parcheggio zona mare siamo arrivati fino a S. Margherita. In auto il nano è crollato abbracciato al suo delfino, russando come un camallo ubriaco. In spiaggia si è ovviamente divertito un sacco, si è riempito di sabbia fino alle orecchie, niente bagno ma solo pucciatina di piedi perché “L’atta è fedda mamma scaddala daiiiiiiiiii…” e al momento di ripartire per tornare a casa ci siamo ritrovati con un nano ipereccitato, sudaticcio, sporco da fare schifo ma innegabilmente felice.

Ore 18.00: siamo a casa, il nano è a mollo nella vasca, dà i primi segni di stanchezza.

Ore 18.30: decido che è ora di cena. Prima si mangia, prima si va a nanna.

Ore 20.00: il nano crolla sul divano abbracciato al suo delfino. Finalmente. Ma chi ha detto che le gite domenicali sono rilassanti???